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01. The Weaver Call 02. Twenty Two an The Charm of Gravity 03. Words Forgetting, Words Forgot 04. Fall Asleep 05. Here's to the Nightmare 06. Angel's Vanity 07. Run over Free 08. Deep Down in Water 09. Vanilla Scent 10. I was There 11. The Dream of Billy Kite 12. Bring Me Noise 13. Asphalt Song |
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Autoprodotto
2008
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SIX RED CARPETS - "Nightmare + Lullabies"
Come cambiano i tempi: se ci trovassimo nei mid nineties i Six Red Carpets non avrebbero grossi problemi per diffondere il loro indie-psichedelico, e invece succede che riuniscono i due EP "Nightmare" e "Lullabies" in un unico album completamente scaricabile corredato di artwork, offrendolo a partire dall'autoproduzione. L'operazione del gruppo milanese va artisticamente a buon fine, perchč se č vero che il momento di gloria di questa parte del rock alternativo sembra aver oltrepassato il suo apice, altrettanto sinceri e degni di menzione sono i contenuti, a partire dall'intro brumosa di "The Waeaver Call". "Twenty Two an The Charm of Gravity" e "Here's to the Nightmare" sono spigolose/lineari versioni dei Sebadoh con una forte attenzione alle linee vocali, cosė come le colorate "Deep Down in Water" e "Bring Me Noise" lasciano trasparire - oltre ai Radiohead e i Motorpsycho meno hard - dei pastosi riferimenti alla psichedelia sixties. La sfuggente "Words Forgetting, Words Forgot", le varie "Fall Asleep", "Run Over Free" e "The Dream of Billy Kite" palesano l'influenza di Pavement, Kula Shaker, Gomez e Karate, mentre "Angel's Vanity" (con una linea vocale forse sottratta ai Police) č uno dei pezzi pių incisivi, soprattutto quando i nostri optano per controllate burrasche chitarristiche. "Vanilla Scent" e "The Dream of Billy Kite" con archi, arpeggi, piano e arrangiamenti psych, non sono altro che godibilissime ballate underground, cento volte meglio di sterili iper produzioni metallose e/o post-alternative (parliamo sempre di quelle imposte dal mercato). Buon disco nel complesso.
Roberto Mattei |
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