Nicotine, valium, vicodine,  marijuana, ecstacy and alcohol

Voto
01. United
02. Black Vein
03. Surf Maniacs
04. Springfield
05. Boogie Woogie
06. Turbomatt
07. Deep End
08. Sleep Red Wine
09. Astroman
10. Baby
Autoprodotto
2009
Website
TURBOMATT - "Turbomatt"

Boogie'n'roll selvaggio, rilassanti atmosfere lounge psych, beat elegante e garage grezzo. Con rimandi cinematografici che vanno da King Kong a Freaks e Georges Mlis. Questi sono i Turbomatt, trio strumentale che suona come un gruppo punk con la testa negli anni 20. Fano Adriano la base, laghi profondi e deserti sconfinati la meta. Basta una chitarra, quella scarna ed essenziale di Turbo Ex. Poco fumo e molta sostanza, i riff giusti al punto giusto, solo il wah wah per dare profondit ed emozione. Il basso di Turbo Fra un'altra arma vincente, carico com' di groove e passione, degno compare della batteria precisa e 'stilosa' di Turbo Mark.
Disco di debutto autoprodotto composto da dieci pezzi che sono l'attraversata dello spazio profondo. Dalle atmosfere stile Yawning Man e Ch di "United" e "Springfield" si passa con agilit ad episodi boogie diretti e aspri come "Surf Maniacs" e "Boogie Woogie". "Black Vein" un gioiello di cupa e oscura lucentezza, "Turbomatt" e "Sleep Red Wine" suonano come tutto ci che ha circumnavigato l'universo Kyuss, dai lavori solisti di Brant Bjork ai Ten East di Gary Arce, Mario Lalli e Scott Reeder. Il piacere della jam e la materializzazione di dune che si perdono in un cielo blu cobalto. "Deep End" tende verso la psichedelia heavy con riff e svisate acide che rapiscono sin dal primo ascolto; "Astroman" lambisce lo stoner con il suo incedere ipnotico e le sue meravigliose aperture aggressive; la conclusiva "Baby", con tanto di traccia nascosta, il temporale estivo che ricarica l'animo di malinconia.
Da Ex e Mahatma a Turbomatt il passo breve. E ha la forma bizzarra di una macchina del tempo, di una buccia di banana sulla quale scivolare, di una torta in faccia, di Arjumand Banu che danza sensuale ed erotica tra i suoi serpenti. Solo per oggi, in bianco e nero, per la prima volta al cinematografo.



Alessandro Zoppo

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