PLACE OF SKULL

Victor Griffin è tornato in città. Il co-fondatore dei Death Row e della successiva incarnazione Pentagram assieme a Bob Liebling (recentemente usciti con il favoloso ‘Sub Basement’) è una figura simbolo del doom e il suo apparentemente inspiegato allontanamento a metà anni novanta dalle scene ha lasciato obiettivamente un vuoto.Eccolo invece tornare dopo circa sei anni con un nuovo progetto, i Place Of Skulls , il cui esordio Nailed è stato ben accolto, ed una rinnovata spiritualità a sfondo mistico di cui il disco è fortemente intriso. La ricetta a base di profondo doom-rock è stata infatti arricchita da soul flavour e da un positività mentale di fondo inedita per il genere, frutto della nuova vita di Griffin.

Ciao Victor, dicci come è nato il progetto Place Of Skulls…
E’ stato tutto molto semplice. Mi sono trasferito a Knoxville ( Tennessee) da Washington DC nel ’96. Passato un po’ di tempo per ambientarmi, ho cominciato a lavorare con Lee (Abney, basso) a dei brani che avevo scritto, senza una precisa intenzione di fare le cose sul serio. Ci siamo trovati bene e così abbiamo deciso di cercare un batterista per registrare. Classico annuncio su un giornale locale a cui Tim (Tomaselli, batteria) ha risposto e l’avventura è iniziata in modo del tutto normale.

Nessuno ha dubbi sul fatto che tu abbia il doom nelle vene! Ma ‘Nailed’ è parecchio intriso di soul, sebbene suonato in modo heavy, il che è affascinante per una doom-band. Di certo è stato un effetto voluto ma da dove nasce e come mai è venuta fuori adesso?
Amo la passione di questo disco e penso che suonare in questo modo abbia sempre fatto parte del mio stile anche se non è mai venuta fuori in modo così completo e genuino prima d’ora. Penso sia stata una risposta alle difficoltà che ho dovuto superare negli ultimi anni con notevoli sforzi..per mia grande fortuna Dio mi è venuto in aiuto…

Ti riferisci al tuo esilio volontario ed alla tua recente conversione spirituale?
Esattamente. Dopo la separazione definitiva con i Pentagram nel ’96, era giunto per me il momento di rimettere in sesto la mia vita, ne ho sentito una forte necessità, non avrei potuto fare altro se prima non mettevo ordine.. sono sempre stato un credente, anche quando facevo parte dei Pentagram, una delle band più viziose del pianeta, ed avevo le mie convinzioni religiose.
Ho preso finalmente la decisione di applicarle alla mia vita con il cuore, mettendo da parte le motivazioni razionali che ancora mi ostacolavano.
Qualcuno mi può giudicare un ipocrita, uno che cambia nel momento del maggior bisogno, non mi interessa, Dio conosce le mie buone intenzioni ed è più importante per me far piacere a lui che all’uomo.

‘Nailed’ è totalmente intriso da questa forte vena spirituale a cominciare dal titolo stesso e dalla copertina, per non parlare dei testi…
si è vero ma il titolo è stato scelto dopo che l’artwork della copertina è stato terminato.. ci serviva un titolo ed il nostro ingegnere del suono mi suggerì di dare un’occhiata al cd di una band che aveva registrato di recente chiamata appunto Nailed. Mi è subito sembrato perfetto per l’artwork perché lo rende immediatamente esplicativo, un Gesù Cristo che sta per essere crocifisso e l’immagine di un teschio che si staglia sullo sfondo…

La title track comprende anche una cover di ‘let me be misunderstood’, originariamente scritta da Nina Simone ma ripresa dai The Animals con grande successo. c’è un motivo particolare, al di là del gusto musicale, che ti ha spinto a volerla reinterpretare?
Si, era un brano che da anni volevo suonare e registrare a modo mio. Adoro come l’hanno fatta i The Animals e quel mood dark che Eric Burdon riusciva ad infondere. Il testo l’ho sentito molto vicino a me, rispecchiava il modo in cui ho vissuto negli ultimi anni. In più ne è venuta fuori una gran bella heavy song!

Hai scritto le canzoni di ‘Nailed’ tutte in quel periodo?
No, non ho scritto nulla durante quei mesi, non ne sentivo l’esigenza, ero distratto da altro.

Cosa hai trovato nei Place Of Skulls che mancava nei Pentagram? E quali differenze personali hai avvertito nel modo di comporre?
Ho scoperto di avere una verve molto più positiva con Lee and Tim di quanto ne avessi mai avuta con i Pentagram. Ripensando a quei giorni, sembra che ci fosse sempre una sorta di nuvola nera su di noi..mancava anche l’appoggio costante dell’etichetta e della promozione. Riguardo al modo di comporre, nulla è cambiato se non che, come ti dicevo prima, sento di avere molta più energia positiva adesso..mi sento meglio, tutto parte da lì.

Con i Pentagram è stato un lascia-e-prendi per diverso tempo. Perché li hai lasciati la prima volta e perché ci sei ritornato?
Avevo tantissima voglia di suonare dal vivo e non c’erano speranze di avere alcun supporto finanziario per fare un tour serio. Per me la situazione era diventata insostenibile. Suonavamo parecchio a livello locale ma spesso si andava e si tornava la notte stessa.. mi hanno offerto di fare alcune cose lontano da L.A. così ho preso la palla al balzo e mi sono trasferito…

Di cosa ti piace trattare nei tuoi testi?
Amo parecchio scrivere di ciò che mi succede attorno e di ciò che ha un’influenza mentale e spirituale su di me. Purchè ci sia sotto un messaggio positivo.

Il disco era in procinto di uscire con il marchio Man’s ruin ma il suo fallimento ne ha post-datato l’uscita. Tutto si è risolto per la Southern Lord. Vorrei sapere se è stato difficile trovare una nuova etichetta e se vedi bene i Place Of Skulls nel roster della label di Greg Anderson ( ex-Goatsnake).
Si, è perfetta. Greg sta facendo per noi più di quanto nessuna etichetta abbia mai fatto con i Pentagram. Al momento non ho nulla da ridire.

Si avvicina la data di inizio del tour americano con gli Spirit Caravan ma possiamo nutrire qualche speranza di vedervi in Italia?
Ci stiamo già pensando, probabile che suoneremo in Europa in primavera.

Tornando sulla tua fede cristiana, sembra che anche altri storici personaggi del rock come Alice Cooper e Mark Farner ( Grand Funk Railroad ), dediti un tempo all’eccesso, si siano messi sulla retta via. Ho trovato delle interessanti interviste a tal proposito sul vostro sito..che mi dici di ciò?
Sono un grandissimo fan di Alice dalla tenera età di undici anni. Ho deciso di mettere on line quell’intervista per cercare di fugare l’idea che chi suona rock non possa avere una fede e vivere da buon cristiano. Idem per Mark Farner. Adoro di questa gente il fegato per affermare che si può serenamente fare entrambe le cose senza sminuirle anzi arricchendole..
Se tu non sei stato ancora toccato lo sarai. Per me è stato necessario un periodo molto lungo per realizzarlo ma alla fine, con mio grande sollievo sono giunto alla stessa conclusione di Alice Cooper and Mark Farner.
C’è solamente un unico vero Dio ed io credo in lui e in suo figlio, Gesù Cristo. Davvero, è la miglior decisione io abbia mai preso in vita mia, tutto il resto viene dopo.

Allora ti devo strappare un pensiero sui POD e sul nuovo rock cristiano!!
Li ho sentiti ma non so… Penso che siano sinceri ma devono fare ancora strada…ho paura a sbandierare il credo cristiano così esplicitamente nella mia musica, gli americani sono molto sensibili e la gente si fa prendere per i fondelli con una facilità impressionante. Non vorrei finire per apparire come gli Stryper! Li conosci?

Come no! grazie Victor, in bocca al lupo!
A te, take care, brother!

Francesco Imperato

PLACE OF SKULLS

Wino – Guitar & Vocals
Victor Griffin – Guitar & Vocals
Tim Tomaselli – Drums
Denis Cornelius – Bass & Vocals

DISCOGRAFIA

Place of Skulls EP – Independent (’00)
The Fall / Evil Seed 7″ – Southern Lord (’01)
Nailed – Southern Lord Records (’02)
Last Hit – Southern Lord Records (’03)
With Vision – Southern Lord Records (’03)

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