T.H.U.M.B.

I T.H.U.M.B. rappresentano una delle più attive ed emergenti realtà nell’ambito dello stoner italiano. Nati nel 1999, cominciano a prendere una forma concreta, anche a livello di formazione, l’anno successivo. Nel 2002 dopo due demo cd, il chitarrista – cantante Andrea “Ganga” Granzotto lascia la band, che decide di proseguire come power trio granitico. Dopo un’altro demo cd, i T.H.U.M.B. approdano alla realizzazione di un EP (“Overloaded rock’n’roll”) contenente cinque tracce.
The ZmudahCome avviene la stesura di un vostro brano? Create maggiormente a casa o in studio?
BOKAL: A volte portiamo in studio dei brani già ben definiti, che vengono poi rielaborati dal gruppo o lasciati così come sono; personalmente le idee mi vengono abbastanza casualmente e se ho a disposizione una chitarra le butto giù… Altre volte i brani nascono da lunghe ed alcoliche jam session, con le parti vocali improvvisate urlando frasi senza senso dentro a un microfono e rifinendo poi il tutto cercando di mantenere immutata la spontaneità dell’improvvisazione.
ZMUDAH: Molte melodie mi vengono in mente di notte, così mi sveglio ma… al mattino me le sono dimenticate tutte!

Di cosa vi piace trattare nei vostri testi?
BOKAL: I testi seguono la musica e sono spesso spontanei ed istintivi, senza cercare di seguire un argomento predefinito a tavolino; di solito comunque sono testi abbastanza ermetici che lasciano spazio alle interpretazioni dell’ascoltatore, anche se gli argomenti principali possono essere inquadrati nella psicologia e nel rapporto tra le persone. Alcol, donne e quant’altro non mancano comunque dal nostro repertorio!
ZMUDAH: E’ vero.

In “Overloaded rock ‘n’ roll” risulta molto curato il suono della chitarra. Che importanza date all’amalgama degli strumenti in un brano?
ZMUDAH: Non è vero.. boh… almeno non mi sembrava di aver curato tanto il suono.
BOKAL: Se per curato intendi dire che siamo riusciti ad ottenere un muro sonoro imponente ne andiamo orgogliosi!

The Zmudah & BokalUtilizzate strumentazione vintage?
ZMUDAH: Beh, non potrei suonare in altro modo! La mia amplificazione risale ai primi anni settanta e non potrebbe essere altrimenti! La poesia di quegli anni rimane di un fascino insuperabile e i suoni che ne vengono fuori sono unici, non riproducibili con strumentazione attuale.
BOKAL: Abbiamo effettuato una lunga ricerca sonora prima di arrivare all’attuale suono. Concordo pienamente nel fatto che la strumentazione moderna non ha assolutamente la stessa qualità di quella di un tempo, per quanto precisa ed affidabile.
LIZ: il mio ultimo acquisto è stata una batteria con grancassa da 24 pollici per poter rendere più imponente e sfondante il suono, cosicché riesco a far risaltare i nostri pezzi. Ho usato finora una batteria Yamaha del ’73, ed è una bomba….ma per me non era abbastanza!!!

Con il successo dei White Stripes il preconcetto della batterista donna è venuto a cadere del tutto. Alla luce di questo, date più importanza ad una ritmica tecnica o essenziale?
LIZ: Ovviamente essenziale, perché le cose migliori, come si sa, sono le più semplici.
SHAWREE: Concordo pienamente con Liz: nella musica, come nella danza, è importante l’essenzialità dei suoni come dei movimenti, in quanto più espressivi, più naturali, in grado di suscitare quelle emozioni che un esasperato tecnicismo non può sollevare.
BOKAL: Personalmente credo che il 90% dei batteristi iper-tecnici in circolazione risultino alquanto pallosi ed inutili… E’ veramente difficile abbinare ritmiche molto tecniche ed espressività emotiva, probabilmente un patrimonio morto e sepolto con gli ultimi gruppi progressive dei ’70.
ZMUDAH: Eh già…

A chi s’ispira Liz?
BOKAL e ZMUDAH: Non lo sa neanche lei!!
LIZ: Certo, perché io sono sempre stata spontanea e nessuno mi ha mai influenzata totalmente!!! Tuttavia, ascolto molto i “Queen of the stone age”, i “Gorilla”, i “Nebula”, i “Nirvana”, come anche i “Led Zeppelin”, i “Deep Purple” e i “Pink Floyd”…

Cosa ne pensate dell’introduzione dell’elettronica nel mondo stoner? Band come i 35007 e Monkey3 ne fanno un largo uso per un risultato a dir poco accattivante. Credete possa essere d’aiuto o si può creare dell’ottima musica anche senza?
BOKAL: Nelle ultime incisioni abbiamo usato molti synth, ma tutti analogici; l’elettronica digitale la trovo un po’ freddina, anche se può permettere delle soluzioni innovative. La libertà di espressione di ogni gruppo però può portare a dei risultati assolutamente apprezzabili e sorprendenti…
ZMUDAH: Non conosco questi gruppi, del resto ascolto solo Mal & The Primitives!

Quanta importanza possono avere le droghe nella musica stoner e nei suoi derivati?
LIZ: Irrilevante: avete mai provato il Mirto di Nino?

Certe sonorità stoner sono calde e riflessive. Un genere musicale che si addice molto spesso ad ampi spazi visivi e luoghi rilassanti. Le grandi metropoli italiane deficitano in tal senso. Pensate sia questa la causa della proliferazione ‘stoner provinciale’ che contraddistingue il nostro Paese?
ZMUDAH: Non ho capito la domanda…
BOKAL: Effettivamente siamo un gruppo di provincia, ma qui non ci sono molti deserti o paesaggi lunari a cui ispirarsi; forse si tratta solo di immaginazione o autosuggestione…
LIZ: Tesori miei, quando si parla di “stoner” come musica riflessiva gli occhi non servono più…

Come vedete la scena stoner in Italia?
ZMUDAH: Non è facile, direi proprio di no. La vedo molto dura emerger con questo genere… non mi ricordo più la domanda…
BOKAL: Sicuramente non abbiamo a che fare con un genere molto mainstream, ma a livello underground, dopo le ottime prove di precursori quali That’s All Folks!, Vortice Cremisi, Acajou e Ufomammut, la situazione sembra stia migliorando lentamente, con molti nuovi appassionati e nuovi gruppi molto interessanti.

E in Europa?
BOKAL: Ci sono varie situazioni e molte band stanno mutando leggermente il loro sound verso il metal o il rock’n’roll; comunque, finché ci saranno band come gli Electric Wizard, Orange Goblin, Dozer, On Trial e tanti altri il fascino della musica stoner rimarrà intatto!

Se non foste nati in Italia dove avreste preferito vivere?
BOKAL: Non saprei, ci sono così tanti bei posti in questo mondo…
ZMUDAH: Nel Nepal con gli yak.
LIZ: In Australia, tra canguri e ornitorinchi!

Qual’è il vostro locale preferito per suonare e la miglior città?
ZMUDAH: il Motoring, da Nino a Gorizia… e Bologna!
LIZ: A me piacerebbe suonare al Cencio’s di Prato.
BOKAL: Concordo sull’importanza affettiva che ha per noi un posto come il Motoring, dove siamo sempre stati accolti motlo bene. Non vedo l’ora di suonare allo Stone Age di Bologna, e mi piacciono molto i festival all’aperto…

Tra le band e gli artisti del momento, con chi vi piacerebbe suonare?
LIZ: Con i Queens Of The Stone Age!
BOKAL: Mi piacerebbe salire sul palco con i Natas o con i 500ft Of Pipe, anche se in generale mi trovo bene con chiunque suoni una musica affine alla nostra.
ZMUDAH: Con i Krajobraz!

E tra quelle del passato?
BOKAL: Con i Blue Cheer… e i Moving Sidewalks!
LIZ: Black Sabbath
ZMUDAH: Già già…

Qual’è stata la vostra peggiore esibizione live?
BOKAL: Ad una piccola sagra nel mio paese, dove dopo tre canzoni un acceso diverbio con gli anziani organizzatori della festa ha posto fine malamente alla serata.
ZMUDAH: Sono passato per un baruffante quando ho dato della “puttana” alla morosa di uno degli organizzatori del festival Suoni & Tuoni (nome che ha portato una sfiga indicibile visto il temporale scatenatosi…) dove, oltre a non capire nulla di musica, il fonico pretendeva che fossimo pronti in due minuti senza sound-check
BOKAL: …e continuava a chiederci se iniziavamo a suonare mentre noi stavamo già suonando il primo pezzo da un paio di minuti… di lì a poco la situazione è degenerata in una quasi rissa…

Dal vivo suonate cover?
BOKAL: Qualcuna … chi verrà ai nostri concerti avrò modo di apprezzare…

Al di là dello sforzo economico, pensate che la strada del full lenght autoprodotto possa essere di maggiore incisività rispetto alle numerose esibizioni live?
SHAWREE: Non ho capito la domanda.
ZMUDAH: Neanche io…
BOKAL: Io credo di si (di aver capito la domanda)… Le due cose funzionano bene assieme, nel senso che un’intensa attività live porta la gente ad apprezzare il gruppo e a comprare i dischi.

Progetti futuri?
BOKAL: Una compilation su vinile e la realizzazione di un full-lenght, considerando anche che abbiamo già un EP pronto che non è ancora stato stampato per problemi economici dell’etichetta che ci voleva appoggiare.
ZMUDAH: Ecco…

La cosa più rock’n’roll che ognuno di voi ha mai fatto?
BOKAL: Salire sul palco con i T.H.U.M.B. e permettermi di fare qualsiasi cosa mi passi per la testa.
LIZ: Quando ci siamo rincorsi per il palco del SanVendemianoSucks! e mi sono lanciata dal palco!
BOKAL: E’ stato divertente partecipare ad un concorso musicale completamente ubriachi…
ZMUDAH: Credo sia stato quando, alle cinque di mattina, Nino ci ha portati a casa sua ad accendere il computer… per poi spegnerlo inspiegabilmente dopo 20 minuti durante i quali non ha fatto altro che offrirci grappa e fumo come se il Mirto fino a quel momento assunto non fosse stato abbastanza… Che uomo Nino!

Un messaggio di chiusura per Perkele.it?
ZMUDAH: I tuoi occhi sono fari abbaglianti…
LIZ: Vi spolpo…
BOKAL: Bevete molto mirto e venite ai nostri concerti… e a tutti i concerti stoner in giro per l’Italia!

Peppe Perkele

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *