THE AWESOME MACHINE

In attesa di vederli presto in tour (speriamo anche in Italia), ho colto l’occasione per fare alcune domande ad Anders, bassista del gruppo, sul nuovo Soul Of A Thousand Years e sullo stato di salute del gruppo. Questo è quanto ci ha confidenzialmente risposto…
Ciao, dopo l’ottimo Under The Influence siete di nuovo fuori con il nuovo lavoro: come vi sentite?
E’ grandioso, siamo estremamente contenti di Soul Of A Thousand Years perché, più o meno, è ciò che abbiamo sempre provato a fare sin dall’inizio. E’ lo sviluppo del nostro song-writing attraverso tutto ciò che abbiamo appreso in questi anni. Amiamo le nostre prime registrazioni, ma abbiamo definitivamente mosso un passo avanti. La cosa migliore è che tutto ciò è arrivato con molta naturalezza dopo aver suonato così tanto assieme e esserci conosciuti così bene. Abbiamo imparato che cosa è migliore per un pezzo, anche nel caso in cui ci sia da eliminare un riff o qualsiasi altra cosa.

Sembra che con questo nuovo album abbiate scelto un ulteriore passo nella direzione di un certo hard-rock/metal: che mi dici?
Yeah. Il primo 10 pollici auto-intitolato (quello con i lottatori di wrestling sulla copertina!) effettivamente era un lavoro molto stoner ma da quel momento (a partire da “It’s Ugly Or Nothing”) abbiamo lavorato per trovare la nostra strada al di fuori dello stoner rock. Ma finora la gente non aveva mai condiviso la nostra posizione. Sembrava di lavorare su due sentieri paralleli: uno in direzione più metal, come hai fatto notare anche tu, e un altro diretto nel puro rock’n’roll. Questo è ciò che amiamo: metal e rock’n’roll.

Cosa mi potete dire della ballad “Scars”? La ritengo uno dei migliori brani del disco!
E’ una canzone alla quale io e Lasse abbiamo lavorato utilizzando solo una chitarra acustica e la sua voce e che poi abbiamo arrangiato tutti assieme appena prima della registrazione. Penso che le armonie lavorino molto bene assieme e Lasse dimostra che sa fare qualcos’altro oltre che limitarsi ad urlare e quindi sono contento che ti piaccia. Le liriche riguardano il perdere la fede e tutti quei veli che ci si crea per continuare a vivere.

E a riguardo di “Deadly Caress”? Non avevo mai ascoltato nulla di così dark e doom dalla vostra band…
Hai ancora ragione! Questa è la canzone più doom che abbiamo mai fatto. All’inizio era un po’ diversa dalla versione che è finita sull’album. Suonava un po’ stucchevole e non sapevamo come procedere, ma eravamo coscienti che c’era qualcosa di buono e abbiamo continuato a provare fine agli ultimi giorni di registrazione e alla fine il risultato è stato molto, molto cool.

Penso che il mood generale dell’album sia particolarmente oscuro: è una cosa che avete deciso o è solamente una naturale evoluzione del vostro sound?
E’ uscito così naturalmente. Non ci abbiamo assolutamente pensato ma una cosa tira un’altra e quando abbiamo fatto un riff dark e pesante o delle liriche che ci sono piaciute particolarmente ne abbiamo create delle altre simili. La cosa che abbiamo sempre cercato di fare è quella di creare musica e album che crescano con il tempo e l’ingrediente giusto può servire per mettere insieme diversi tipi di canzone, mentre un altro può evitare di creare canzoni troppo “poppeggianti”, che di solito non durano molto. E’ questo che rende la componente dark così affascinante.

La produzione come sempre è eccellente: pensate di aver fatto dei progressi da questo punto di vista?
Assolutamente! Da un lato perché, come dicevamo prima, abbiamo imparato dai nostri errori, dall’altro perché abbiamo imparato molto dall’aiuto di Roberto Laghi – lui è il Re! Non abbiamo avuto bisogno di parlare troppo o di puntualizzare quale dovesse essere la direzione che volevamo seguire; lui sapeva già come doveva funzionare il tutto ed è stato molto professionale.

Ci sono alcune canzoni che preferisci rispetto ad altre?
Beh, per essere perfettamente onesto e corretto penso che tutte le canzoni siano eccellenti! ;-)… Quello che voglio dire è che questo è il tipo di album che è stato creato come un unico assieme e le canzoni sono molto diverse tra loro, quindi faccio fatica a sceglierne una in particolare. Non puoi mettere a confronto pezzi come Ghost of Patroklos e, ad esempio, Forgotten Words. La gente capirà quello che voglio dire quando ascolterà l’album. In questo momento le mie preferite potrebbero essere Eating Me Slowly, Hunt You Down e forse Bring Out The Dead.

Ed ora cosa vedi nel futuro degli Awesome Machine?
Da quando Lasse ha alcuni problemi con la sua gola stiamo aspettando di prendere una decisione, se sarà in grado di cantare ancora o se dovremo andare avanti diversamente. Questo è un grosso contrattempo per noi poiché apprezzo molto Lasse sia per la sua voce, sia come persona, ma la vita deve andare avanti e abbiamo già fatto un tour con un sostituto (Andreas Tomasson) ed è andato molto bene. Quindi per il momento faremo qualche concerto qui in Svezia e continueremo a scrivere e a provare per il tour pianificato per la primavera (Aprile – Maggio).

Grazie per l’intervista e per tuti quelli che amano veramente la musica heavy e che hanno un’anima vecchia di mille anni (Soul Of A Thousand Years… ovviamente il titolo del loro album [ndBokal]. In confidenza vi dico… comprate, comprate, comprate!

Bokal