CIRCULUS
Roma – Rashomon

La sera che precede la festa di S.Patrizio è il contesto ideale per un concerto dei Circulus. Il gruppo britannico è stato portato alla ribalta dalla Rise Above di Lee Dorrian con il primo album “The lick on the tip of an envelope yet to be sent”, vivace e colorato distillato di folk psichedelico e progressive d’antan. La tradizione medievale d’oltremanica viene riletta con gusto e passione, freschezza ed autenticità, quindi quale occasione migliore di quella live per rivivere in pieno questo viaggio a ritroso nel tempo.Prima della band inglese si esibiscono tre gruppi della zona romana che l’arrivo a tarda ora ci impedisce di vedere. Tra loro i Mardi Gras e The Niro, che a quanto pare offrono uno spettacolo vivace e molto applaudito. Purtroppo quando sono i Circulus a salire sul palco l’ora è tarda e la gente rimasta è poca. Ciò tuttavia non impedisce ai sei simpatici bardi di esibirsi con carica e passione dando il meglio di sé stessi. All’inizio ci sono alcuni problemi acustici (in particolare è il basso volume del moog a non soddisfare la band), ma quando partono le bellissime “My body is made of sunlight” e “Orpheus” si è catapultati in un magnifico universo. Il ‘countryside’ tipicamente british, lunghe passeggiate tra zone rupestri e sentieri luminosi, sottolineate dai dolci arpeggi della chitarra, dal suono ficcante ed onirico del moog e dalle carezze del flauto.
Lo show prosegue con “We are long lost”, “Miri it is” e una serie di gighe dal sapore fortemente alcolico. L’impasto è perfetto e senza sbavature, la tecnica sopraffina. Riaffiorano i fantasmi del progressive (Jethro Tull e Terry Riley), così come quelli del folk elettrico portato ad eterna gloria da gente come Fairport Convention, Gryphon e Pentangle. Ci si avvia così verso la fine, non prima si esplorare gli amati lidi psichedelici, che si aprono e si perdono a vista d’occhio quando il gruppo si cimenta in “Power to the pixies”. Lo spettacolo sembra finito ma i Circulus ci tengono a ben figurare e tornano sul palco per regalare al pubblico “La rota”, tema medievale italiano. Un ultimo regalo davvero molto gradito, per un ritorno (forzato) alla realtà.
D’altronde i Circulus lo insegnano, if we don’t live in fantasy, we’re lost…

Alessandro Zoppo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *