DKT/MC5
Torino – Hiroshima Mon Amour

Nevica e questa non è assolutamente la situazione migliore per affrontare i 200 Km di autostrada per arrivare a Torino, ma la passione per il rock & roll e soprattutto il fatto che siamo diretti ad un concerto degli MC5 mi sprona ad affrontare la tormenta…e meno male, lo sbattimento varrà la pena dato che assisterò al più bel concerto mai visto fino ad ora!!!Gran bel posto l’Hiroshima Mon Amour, club di medie dimensioni, semplice e soprattutto senza nessun “ostacolo” tra palco e pubblico…l’ideale per il concerto di questa sera.
Dopo l’esibizione di una band locale della quale non ricordo il nome (chiedo venia), alle 22.45 circa, salgono sul palco i DKT/MC5 (DKT sta per Davis/Kramer/Thompson, i 3/5 della band di Detroit hanno voluto questo prefisso per omaggiare i compagni Rob Tyner e Fred “Sonic” Smith tragicamente scomparsi nel 1991 e nel 1994) con l’aggiunta di due special guest:Gilby Clarke (ex Guns N’ Roses) alla seconda chitarra e Handsome Dick Manitoba (ex The Dictators) alla voce.
Rimango subito colpito dalla semplicità della strumentazione della band (Wayne Kramer usa un combo Fender De Ville) ed incomincio ad avvertire il presagio che assisteremo ad uno show grandioso!!! La band parte subito a mille aprendo lo show con la bellissima “Ramblin Rose”.Handsome Dick Manitoba non sfigura affatto, è un frontman incredibile, un trascinatore e la sua performance, combinata con quella di Wayne Kramer, contribuisce non poco a scaldare a dovere l’atmosfera. Nemmeno il tempo di riprendere fiato e le note di “I Can Only Give You Everything” riempiono l’aria. Ascoltare dal vivo il giro di chitarra che suona così deliziosamente sixties è un’emozione incredibile…Wayne Kramer è ispiratissimo e posseduto dal demone del rock & roll…questo risulta subito evidente a tutti! La scaletta scelta dai tre “ragazzi” di Detroit è, a mio parere, azzeccatissima. Le successive esecuzioni di ”Tonight”, “Call Me Animal”, “Sister Anne” (l’assolo di Kramer e le sue “mosse” sono da antologia) e “High School” vedono i DKT/MC5 in piena forma e totalmente a loro agio sul palco di Torino.
Il settimo pezzo è “The American Ruse”, preceduto da una breve introduzione di Wayne Kramer (“ scrissimo questa canzone per protestare contro una guerra stupida in un paese chiamato Vietnam…oggi la riproponiamo per protestare contro una guerra altrettanto stupida in un paese chamato Iraq…”) e meritevole degli applausi del pubblico, esalta non poco i quasi 200 paganti. Kramer e Clarke si divertono come bambini a incrociare i lunghi assoli della song ed il pubblico è completamente e totalmente rapito dal pathos generato sul palco.
E’ un concerto bellissimo, elettrico e pieno zeppo di energia ma il bello deve ancora arrivare…con la successiva “Motorcity Is Burning” sale on stage Lisa Kekaula (BellRays, Basement Jaxx) e qui lo show è ad una svolta…quella che porta un bellissimo concerto a trasformarsi nel più bel concerto mai visto dal sottoscritto. La voce della Kekaula è qualcosa di incredibile, calda, avvolgente e talmente soul da conferire a “Motorcity Is Burning” un fascino ed un groove stupendi. Provate ad immaginare una voce alla Aretha Franklin che canta sul blues sporco della suddetta canzone degli MC5…ad un certo punto mi sembrava di essere stato improvvisamente catapultato a 37 anni fa!
L’esaltazione generale prosegue, anzi aumenta ancora di più grazie all’esecuzione di “Over And Over”, la voce della cantante di colore rapisce completamente tutto il pubblico in sala mentre gli MC5 macinano riff e sudore! Che spettacolo!!!
Lo show non ha un attimo di pausa e la successiva “Shakin’Street” è preceduta da una commoventissima dedica da parte di Wayne Kramer a Rob Tyner e Fred “Sonic” Smith. Seguono poi “Looking At You”, “Miss X”, “The Human Being Lawnmower” fino ad arrivare a quel mitico pezzo che fece tanto scalpore nel 1968. Impertinente e selvaggia proprio come in quegli anni, “Kick Out The Jams” mi ha colpito al cuore. Gli MC5 sono stati in grado di riproporla con una furia tale che non sembrava affatto fossero passati 37 anni…incredibile!!!
Dopo tanta energia sprigionata, i tre animali sul palco dell’Hiroshima Mon Amour riescono ancora a suonare due pezzi prima della rituale pausa. Trattasi di “I Believe To My Soul” e di “Rocket Reducer N° 62 (Rama Lama Fa Fa Fa)”. Quest’ultima, complice anche un pubblico molto collaborativo, risulta davvero coinvolgente e spettacolare.
Tre minuti di pausa ed i DKT/MC5 salgono sul palco per gli ultimi due pezzi supportati, oltre che da Gilby Clarke, anche da Handsome Dick Manitoba e da Lisa Kekaula.
Un finale grandioso, con ben sei artisti on stage!
Il primo pezzo del bis è “Poison”. Magistralmente interpretata dai tre di Detroit con Wayne Kramer alla voce e l’accoppiata Kekeula + Manitoba ai cori. Lo show termina, infine, con quel capolavoro che risponde al nome di “I Want You Right Now”. Cantata a turno da tutti gli artisti presenti sul palco, il pezzo in questione dura circa sette minuti anche perché Kramer, Manitoba e Clarke decidono di scendere tra il pubblico a suonare/cantare per tutta la seconda metà prima di tornare on stage per il finale!
Che dire?Come accennato precedentemente questo è stato il più bel concerto a cui il sottoscritto abbia mai partecipato fino ad ora. I DKT/MC5 sono stati in grado di dare una lezione di stile a tutti. A quasi quarant’anni di distanza dal loro debutto discografico (“Kick Out The Jams”, non a caso un disco live) hanno dimostrato di essere i migliori. Semplicemente i migliori.
Sono riusciti a creare un groove ed un trasporto incredibili, soprattutto considerando il fatto che hanno suonato con della strumentazione davvero minimale…evidentemente quando c’è la classe basta davvero poco per risultare incisivi.
Le cose che più mi hanno stupito sono state l’umiltà e la grande passione con la quale hanno riproposto i pezzi che hanno reso gli MC5 quello che sono e cioè i padri naturali di qualsiasi genere musicale (dal punk, passando per il grunge, fino ad arrivare al metal). Passione che, a mio avviso, è rimasta inalterata ed identica a quella di 37 anni fa.
Dal 1968 al 1972 furono l’emblema musicale della lotta (politica e non) di quel periodo. Oggi sono tornati. Impertinenti, selvaggi, riuscendo a trasmettere sensazioni fortissime attraverso l’aggressività e la violenza della loro musica. Semplicemente grandiosi!!!
Nota di merito a Wayne Kramer,classe 1948…una vita passata a schiaccare capotasti ed a grattuggiare corde…oggi come ieri con lo stesso entusiasmo,con la stessa carica. Semplice, umile e con tanto, tanto, tantissimo cuore.
Grazie ai DKT/MC5 per avrmi/averci regalato uno show indimenticabile.

Kick Out The Jams, Motherfucker!!!

The Rawker