ISIS + OXBOW
Milano – Transilvania Live

Il nome degli ISIS è da tempo associato a quello di una delle migliori realtà post/ambient rock in circolazione, tanto da costituire oramai, dopo circa 10 anni di attività, una vera e propria garanzia e punto di riferimento per un’intera scena che più o meno direttamente si è ispirata alla musica di Aaron Turner e compagni. Ennesima dimostrazione del successo e della diffusione di questa band arriva anche in sede live, in occasione del tour europeo di supporto all’ultimo lavoro “In the absence of truth” che passa fortunatamente anche per l’Italia.Nonostante il caldo umido e opprimente di questo insolito giugno, il Transilvania Live di Milano viene gremito da un folto pubblico accorso per immergersi anima e corpo nelle note degli ISIS.
Ad accompagnare gli americani troviamo gli Oxbow, formazione decisamente poco ortodossa che sembra, durante e dopo il concerto, dividere il pubblico tra sostenitori e, probabilmente la maggior parte, detrattori di una band quanto meno “originale”.
I quattro danno vita ad uno show a due facce, quella musicale, acida e di matrice rock blues, pulsante e vibrante guidata in maniera apprezzabile dall’intreccio di basso e chitarra, e la faccia più irriverente, a tratti fastidiosa, del pittoresco singer. Intento ad interpretare in maniera fin troppo sentita i brani del proprio repertorio, il frontman in questione pare spesso dimenticare di dover “cantare” oltre a riempire il palco muovendosi come un dannato e straziare i presenti con siparietti, vocali e non, di quanto meno dubbio gusto. Che poi ci si trovi a lodare anche questa “forma d’arte” liberissimi di farlo; così come si è sentita libera di uscire a prendere una boccata d’aria gran parte del pubblico, decisa a non voler sopportare, oltre al caldo, altre torture nel corso della serata.
Gli ISIS riportano alla svelta tutti i presenti sulla stessa lunghezza d’onda, quella generata dal sound avvolgente e globale proprio della band, la quale ripercorre i passaggi della propria più recente discografia, partendo dall’ultimo già citato album indietro fino agli oramai classici “Panopticon” e ancor più “Oceanic” e “Celestial”. La perizia e la professionalità dei 5 musicisti traspare fin dalle prime note dello show, ognuno concentrato sul proprio strumento e sulla propria esecuzione, a tratti fredda e distaccata se vogliamo ma quanto mai efficace da un punto di vista di resa esecutiva.
Colpisce particolarmente il lavoro preciso e impeccabile dietro le pelli di Aaron Harris, così come l’interpretazione sempre ai massimi livelli di Turner, abilissimo nel sfruttare al meglio le proprie, non eccezionali, doti canore e ancor più nel trasmettere la giusta carica e passione alla chitarra.
In generale il sound, anche se il volume non è di quelli che ti prendono allo stomaco, si adatta bene alle continue modulazioni della musica degli ISIS, ora distesi e atmosferici, ora irruenti e violenti senza mai scadere nel caos più totale, il che, in sede live, è un aspetto da non trascurare affatto.
La presenza sul palco dei 5 è piuttosto statica a voler vedere, così come il contatto col pubblico è a dir poco minimale, ma pienamente comprensibile nell’ottica dello show proposto, un qualcosa di intimo, da vivere singolarmente e individualmente, lasciandosi investire da quell’onda sonora che per un’ora e mezza abbondante ha avvolto il locale in ogni suo angolo.

Marco Negonda