ZEKE + EL-THULE
Mezzago (MI) – Bloom

Per il sottoscritto uno dei concerti più attesi del nuovo anno: da parecchio tempo oramai aspettavo l’occasione per godermi lo show di una delle band più veloci, furiose e dannatamente rock’n’roll degli ultimi anni, gli Zeke.In Italia per 3 date rispettivamente a Torino, Mezzago (MI) e Bassano del Grappa (VI), gli speed punkers americani si presentano la sera del 24 febbraio in quel del Bloom di Mezzago, accompagnati dagli italiani e attivissimi El-Thule.

Con una discreta fama oramai anche oltre oceano, grazie all’ultima fatica nonché album di debutto “No Guts, No Glory”, il trio bergamasco scalda gli animi dei numerosi presenti con un abbondante show interessante e coinvolgente. Lo stile della band oscilla sensibilmente tra il classico stoner sound di Kyuss o Fu Manchu e dilatate aperture sonore che sembrano strizzare l’occhio ad altrettanto illustri maestri quali Sleep o Electric Wizard. Gli El-Thule in tutto questo cercano di guadagnarsi il proprio spazio, ponendo l’accento sulla grinta e l’immediatezza di uno show frontale e diretto, trascinato dalla spinta titanica, anche se non precisissima, di Driver alla batteria e dall’accuratezza e versatilità di El Comandante al basso. Ruolo da maggior protagonista invece per la voce e chitarra di Mr. Action, convincente sotto il secondo aspetto, un po’ meno per quello vocale, personalmente un poco anonimo e non in grado di valorizzare appieno con un’interpretazione convincente i brani proposti dalla band. La prima impressione avuta vedendo dal vivo gli El-Thule è comunque positiva, prendendo atto degli ampi margini di miglioramento di una band sostanzialmente interessante ma ancora alla ricerca di una propria personalità.

Il locale oramai riempitosi in maniera più che dignitosa e di una moltitudine assolutamente eterogenea di avventori reclama a gran voce il nome della band di Seattle che non si fa certo aspettare e nel giro di pochi minuti imbraccia gli strumenti per uno spettacolo assolutamente devastante e memorabile. Impossibile in questa sede tracciare una seppur minima set list indicativa dei brani eseguiti dagli Zeke in un’ora scarsa (ahimè) di spettacolo. Affiancati dalla presenza di un chitarrista ritmico, il trio toglie decisamente il respiro a tutti i presenti con una raffica impressionante di brani riproposti senza quasi mai fermarsi, in un unico trascinante vortice di pura rabbia, aggressività e fottuto rock’n’roll. “Arkansas Man”, “Live Wire”, “Fuck All Night”, “Revolution”, sono solo alcuni dei titoli che mi pare di riconoscere nel delirio complessivo che avvolge il Bloom durante lo show degli Zeke. Precisi, impeccabili, micidiali e impressionanti i quattro lasciano davvero poco tempo ai presenti per resistere ad un vero assalto sonoro caratterizzato da ritmiche abrasive, tempi ultra veloci (ma non solo) e voci dirompenti che prendono dritto allo stomaco. Il tempo di un solo bis, causa anche qualche problema ad un ampli della chitarra, e gli Zeke regalano l’ultimo brivido prima di abbandonare la folla stremata ma soddisfatta dopo un’oretta circa di concerto. Essenziale e minimalista, lo spettacolo offerto dagli Zeke è stato davvero memorabile per intensità d’esecuzione e interpretazione, peccato solo per la breve durata (della quale comunque ci si è potuti accontentare eccome) e per qualche problema tecnico, per il resto una serata davvero da lasciare senza parole.

The Witchfinder

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