AA.VV. – Abdullah/Dragonauta – Astroqueen/Buffalo Split Cds

Torna a farsi viva l’agguerrita indie argentina Dias de Garage, questa volta con due split cd che rilanciano quattro band del panorama stoner doom veramente interessanti. Il primo disco è diviso tra Abdullah e Dragonauta, il secondo tra Astroqueen e Buffalo.Partiamo con il lavoro che vede protagonisti gli americani Abdullah (di Cleveland per la precisione) e gli argentini Dragonauta. Due nomi che tutti gli appassionati di doom avranno già segnato nel proprio taccuino, vista l’elevata caratura dei gruppi in questione.
Gli Abdullah vengono infatti dal clamore di un bellissimo album quale “Graveyard poetry” e dal leggero cambio di direzione stilistica impartito con l’ep del 2003 “Glisten”. Mutazione sonora che si riscontra anche nei sei pezzi presenti in questo split. Viene accantonato quell’ibrido di doom e NWOBHM che caratterizzava “Graveyard poetry” in favore di un sound più sfaccettato, multiforme, che da una parte (“Seven doors”, “Brightest day”) si apre a sorprendenti influenze gothic dark (vengono in mente Moonspell e Type 0 Negative, riletti in una chiave più “grassa”), dall’altra mantiene ferma la propria identità doom (bellissime le melodie decadenti e i riff arcigni di “Grey sky faith” e della superlativa “With guilt”). L’esperimento risulta spiazzante (anche nell’hardcore di derivazione Misfits di “Killing for culture”) ma dopo ripetuti ascolti tutto sommato riuscito, soprattutto grazie alle grandi capacità esecutive del gruppo, in particolare la splendida voce di Jeff Shirilla, uno dei migliori doom singer sulla piazza. Attendiamo comunque un vero e proprio full lenght per poter dare un giudizio definitivo.
Quanto ai Dragonauta, ormai la loro bravura ha smesso di meravigliarci. Lo dimostrava l’eccellente “Luciferatu” (del quale in quest’occasione sono presenti in ottima versione live “Bruta vu (hijo del diablo)” e “Tomegapentagram”), lo confermano i tre brani nuovi di zecca registrati per l’occasione. Sono momentaneamente messe da parte le alchimie progressivo psichedeliche in favore di un sound massiccio, asfissiante, hard doom fino al midollo. “Ramera del diablo” ha infatti un riff micidiale, le solite vocals luciferine di Federico ed un finale tiratissimo in puro stile NWOBHM. Roba da infarto! “Revoluciòn luciferiana” (titolo bellissimo) costruisce elaborate atmosfere maligne, mentre “Letargo espiritual” è un eccitante heavy psycho blues da spararsi in campagna a volume disumano durante notti di luna piena. Se il secondo disco dei Dragonauta sarà su questi stessi livelli avremo davvero un gran capolavoro.

Passiamo ora al secondo split, “sfida” che vede impegnati gli svedesi Astroqueen e gli argentini Buffalo. Due realtà del panorama stoner rock che abbiamo avuto modo di ammirare con lavori quali “Into submission” (edito nel 2001 da Pavement Music) e “Temporada de huracanes” (uscito nel 2003 proprio su Dias De Garage).
Gli Astroqueen continuano la loro opera di divulgazione del verbo ‘kyussiano’, ma questa volta accentuano certe componenti dure del proprio sound, andando addirittura a lambire territori metallici. Lo dimostrano la compattezza e le armonizzazioni di un brano come “The shades of John Doe” o la scossa d’energia pura di “Crashlander” (di cui è presente un videoclip). Il marchio di fabbrica Astroqueen resta invece nella bellissima “The untitled” (groove a tonnellate e un chorus a presa rapida), nella martellante “Lava”, nelle melodie di “Chess of confusion” (che ricordano una certa “Whitewater”…) e nei riff tosti della conclusiva “Fanstyg”. Stoner rock non certo originale ma che si guadagna merito e rispetto per onestà, compattezza e dinamismo.
Ciò che accomuna la band svedese con i Buffalo sembra essere un certo background heavy metal. Il trio argentino lo sfodera senza mezzi termini con una cover esemplare, “The four horsemen”, rallentata e resa groovy a dovere. Altrove vengono alternati giri ‘sabbathiani’ e sfuriate esagitate (“Bendecidos”, “Jesus, el Arquitecto”, la cui coda psichedelica è da estasi ma è tagliata nel videoclip in coda al cd), mentre “Asesino de corderos” e “Tormento” sono bolidi stoner che picchiano giù duro, con cognizione di causa e senza mai mettere troppa carne al fuoco. Sono proprio questo dinamismo e questa essenzialità le carte vincenti dei Buffalo, siamo certi che il nuovo album “Karma” (previsto per l’inizio del 2006) sarà l’ennesima corsa a perdifiato per gli oceani di terra della Pampa.

Alessandro Zoppo

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