AA.VV. – Burn The Streets Vol. V

Giunge ad un nuovo capitolo la compilation “Burn the streets”, operazione che porta la firma della label tedesca Daredevil Records (da anni impegnata nella diffusione delle sonorità stoner, complice anche una webzine sempre aggiornata e ricca di novità e recensioni), appoggiata questa volta dall’ormai storica MeteorCity (etichetta satellite del portale stonerrock.com) e dalla nostrana Wuck Records, piccola ma agguerrita indie portata avanti dal guru Fabrizio Monni. Ma altre collaborazioni a quest’uscita vengono anche da Hellride Music di Chris Barnes, dall’americana Devil Doll Records e dalle tedesche Longfellow Deeds e Swell Creek Records.Un team allargato insomma, che ha lavorato duramente per darci questo prodotto composto da 21 brani, oltre 70 minuti di musica che fotografano l’andamento attuale della scena stoner rock. Gruppi noti o meno, con pezzi editi ed inediti, che concorrono amichevolmente nel dare una panoramica completa di ciò che l’heavy psych e l’hard rock’n’roll offrono oggi.
Andiamo dunque ad analizzare nello specifico le band che compongono il dischetto. Le migliori conferme giungono senza dubbio dai nomi più famosi dello stonerama europeo: Calamus, The Awesome Machine e Ojo Rojo (per carica ed impatto psych “All fear”, “Gasoline” e “Sublime” si rivelano i pezzi migliori del lotto), Rickshaw, Generous Maria, Nightstalker, Good Witch Of The South e Highlight. Nella media abbiamo Duster69, Dear Mutant, The Hurricanez, Defuse e Pinocchio Pinchball (questi ultimi penalizzati solo da una pessima registrazione). Mentre sono da rivedere Taurus, C’mon e Stone Tape Theory, per i quali la sufficienza è appena sfiorata.
Le sorprese sono invece due gruppi poco conosciuti ma pronti ad esplodere: innanzitutto i Getbucket, autori di uno stoner melodico e molto catchy, in stile El Caco; poi i Winterun, la cui “Lighter” è un misto di stoner e hard blues che porta indietro negli anni. E l’Italia? È ovviamente presente, con tre dei suoi migliori esponenti. La forza heavy psych ce la mettono infatti i T.H.U.M.B. con il bolide “Wasted words”; le atmosfere suadenti sono proprie degli Alix con la bellissima “Out of the sighs”; i Black Hole Of Hulejira (iniziamo a rimpiangerli…) chiudono il disco con la grassa e sudicia “Dust mite”.
Un’ottima compilation questo volume di “Burn the streets”. In attesa di un possibile capitolo successivo lodiamo la Daredevil ed iniziamo a scendere in strada con il volume dello stereo a palla.

Alessandro Zoppo

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