AA.VV. – D.I.Y. Family Vol. 1

Un pugno di deviazionisti sonici – riuniti da un’alleanza di fanzine cartacee, produzioni discografiche Do It Yourself e associazioni multimediali indipendenti – costituisce la prima promo compilation della Valvolare Records (in stretta collaborazione con la BloodySound Fucktory, laboratorio creativo noto anche oltre i confini regionali). Stiamo parlando di nomi che hanno avuto in tempi recenti riscontri favorevoli, legati da un anarcoide fil rouge teso a sviluppare l’indole “crossoverista” del noise rock e relativi parallelismi, rimarcandone gli aspetti caustici e dissacratori.Ecco dunque che accanto alle derivazioni harsh e post-core trovano spazio assalti punk-surf-rock’n’roll e sgocciolamenti indie, post rock, stoner e alternative; c’è da dire che ogni gruppo ha una fisionomia riconoscibile, pur nel prevalere di sarcasmo, furia istintiva e situazionismi surreali, e questo finisce per bilanciare le composizioni, che cercano costantemente di sfuggire alla banalità.
Butcher Mind Collapse, Lleroy, Jesus Franco & The Drogas, Lebowski, Guinea Pig e Bhava presentano tre brani a testa dai rispettivi CD (2008/2009), quindi c’è spazio sufficiente per farsi un’idea di ognuno: il livello complessivo è soddisfacente – anche se con qualche oscillazione qualitativa – tenendo bene in mente che uno degli effetti dei gruppi della Valvolare è quello di fare tabula rasa del background dell’ascoltatore.

I primi dell’ammucchiata sono i Butcher Mind Collapse (http://www.myspace.com/butchermindcollapse), esagitata versione di X, Cows, Tubes, Suicide e Dead Kennedys, che si muovono tra schizofrenie post-punk e simil-blues (soprattutto in “Goddess Dustman”), con un tocco di cantautorato alla Tom Waits/Lou Reed. Fedeli alla linea, voto 7/10.

I Lleroy (http://www.myspace.com/lleroymusic) sono già stati recensiti positivamente su queste pagine, e sono quelli che più si avvicinano a sonorità noise-psych, seppur trasfigurate da un violento impatto harshy. E’ un piacere riascoltare le frustate di “The Lost Battle Of Minorca”, “In My Head” e “Tetsuo”. Voto 7,5/10 (riconfermato).

Con i Jesus Franco & The Drogas (http://www.myspace.com/jesusfrancoband) siamo in pieno exploited movie: zombies, Tura Satana e improbabili karateki servono un piatto arroventato di Fugazi/Husker Du iniettato di rockabilly e southern rock. In realtà si tratta di un progetto formato da membri che gravitano nell’ambito della Valvolare ed altre esperienze affini: niente di rivoluzionario, ma tre pezzi drogatissimi, voto 7/10.

Pop-punk, noise vero e proprio e rock demenziale: questo è il miscuglio dei Lebowski (http://www.myspace.com/lebowskiband). Curativo o letale (a seconda dei casi) nel caso siate dei funeral doomsters o gotici incalliti: allegrotte e movimentate le prime due, ma “Didier e Il Suo Cesto Di Droga” è una specie di triste/grottesca versione indie psichedelica dei Massimo Volume. De gustibus, nel dubbio voto 6/10.

I Guinea Pig (http://www.myspace.com/snuffguinea) ci riportano al post rock spigoloso di metà anni ’90 (grosso modo), quello acidulo e sfaldato degli Shellac, prevalentemente chitarristico anche se non troppo potente, ma dall’impronta psicologica e vagamente terrorifica. Soprattutto “Crumbs Of Cheese And Spiked” coglie nel segno, voto 7/10.

Infine i Bhava (http://www.myspace.com/ibhava), che chiudono con le loro contorsioni di Slint, Fugazi, Melt Banana, Polvo, o anche dei Don Caballero meno induriti, filtrate da un inusuale retrogusto post-punk. I momenti migliori li vivono quando tartassano selvaggiamente il pentagramma, creando un buon groove arricchito dai fiati in “L’impero delle Vacche di Bhava”. Voto 6,5/10.

Ricordiamo anche tutte le altre minuscole label che hanno lavorato alla raccolta: Sweet Teddy Records, Marinaio Gaio, Dizlexiqa, Escape From Today, Que Serte!, Deambula, Lemming Records, Stonature Records.

Roberto Mattei