AA.VV. – Scarey Records 7″

Bellissima iniziativa quella della Scarey Records: produrre una serie di sette pollici divisi tra giovani gruppi che riportano il auge lo spirito più puro ed incontaminato del rock’n’roll. Dopo una lunga serie di valide uscite questi due split proseguono con ancora più forza un discorso coerente e coraggioso che va senza dubbio premiato.Iniziamo con il 7” che vede protagonisti Filthy Jim e Long Dong Silver. I Filthy Jim sono un gruppo americano che dal 1997 (anno della fondazione) ad oggi ha messo a fuoco i palchi degli Stati Uniti con un mix agghiacciante di rawk’n’roll e punk stradaiolo. Il titolo del loro disco di debutto (“Whiskey and porn”) parla da solo… In quest’occasione ci deliziano con un paio di pezzi tosti e infuocati: “Tied to the needle” è una mazzata veloce e frizzante avviata da un incipit lento e melmoso; “Teenage witch” è puro punk’n’roll come solo gli Zeke sanno fare, acido e corrosivo al punto giusto! Una band che dal vivo deve davvero fare sfracelli!
Il secondo lato è occupato invece dai nostrani Long Dong Silver, capitanati dall’estro del pazzo singer Emperor Caligula. Il loro sound viaggia a cavallo tra punk, rock urbano e stoner. Emblematico a tal proposito è il primo brano proposto, “Junkie Cinderella”, perfetto compendio di rabbia dissacratoria e attitudine metropolitana. “Spank my ass” ha invece un groove gigantesco e delle chitarre laceranti. Aspettiamo un full lenght devastante per poter consacrare l’ennesima ottima scoperta proveniente dal nostro paese.

Passiamo ora all’altro split, disco che vede coinvolti The Last Vegas e Bible Of The Devil, band entrambe di Chicago.
The Last Vegas aprono le danze con il loro dirty rock, influenzato dal punk, dal blues e dalla tradizione hard dei ‘70s. Forti di un piacevole disco di debutto (“Lick ‘em and leave ‘em”), tornano alla ribalta con un bolide intitolato “You wanna know how to love me”, perfetto compendio di garage rock d’assalto. “S&M” si apre con due chitarre che si sfidano a duello e prosegue con un heavy blues che sorprende per carica alcolica ed inventiva.
La seconda facciata vede impegnati i Bible Of The Devil, già apprezzati in occasione del loro ultimo lavoro, “Tight empire”. Il rock sfrenato dei quattro non lascia compromessi, seduce e distrugge grazie alle sue melodie a presa rapida e alle armoniche combinazioni create dagli intrecci delle due chitarre. Esemplare in questo senso è “Humboldt home”, bella sassata che rimane impressa nel cervello fin dal primo ascolto. Come ulteriore chicca troviamo poi un tributo al grande hard rock metallico degli anni ’70, una grintosa cover di “Starstruck” dei Rainbow, eseguita con la giusta passione.

Dunque ancora un bersaglio centrato da parte della Scarey Records. Avanti così!

Alessandro Zoppo