ABEUEDA – Promo 2003

Gli Abeueda lo definiscono “nu desert punk” e la caratterizzazione non è poi così sbagliata: il rock di questi tre simpatici ragazzi tedeschi (Cowboy, Illo e Lipp), che hanno mutuato il nome dall’unione di due piloti giapponesi (Abe e Ueda appunto…), è infatti sporco, grezzo e cibernetico. Qualcuno potrebbe dire Queens Of The Stone Age… beh, è vero in parte perché la band ha un approccio più diretto e meno elaborato alla materia rock, la insozza con un piglio punk tanto caro ai Mondo Generator di Nick Oliveri e anche con una vena oscura che in casi del genere non guasta mai.
Ottima la registrazione (avvenuta con la supervisione di Sebastian Meyer dei Pothead), ispirata l’esecuzione, manca qualcosa in sede di songwriting, quella marcia che fa spiccare il volo ai brani, incentivo che solo anni di dura gavetta sono in grado di dare. Per ora va comunque ribadita la bravura e la convinzione dei tre, i quali in un pezzo come “A wonderful friendship” trovano strade adeguate alle proprie intenzioni con un intreccio di stoner e dark rock che piace e convince. “(Don’t be a) Frog” è però l’episodio più riuscito, una struttura ritmica à la Kyuss e parti cantate molto istintive, tutto insomma fa pensare ad un sorprendente mix tra “Blues for the red sun” e i Black Flag. Molto nella norma è invece “Surfin’”, bordata troppo studiata per poter realmente incidere e far del male.

Se continueranno sull’onda dei primi due pezzi gli Abeueda potranno costituire una interessante realtà nell’odierno calderone stoner. La necessità di trovare formule personali è impellente, dunque occhio alle scelte!

Alessandro Zoppo

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