ABYSMAL GRIEF – Mors eleison

Se volete sentirvi avvolti da un funebre velo di nera solitudine ascoltate questo disco. “Mors eleison” si presenta funerario in tutto; nella grafica nero/viola, nell’artwork, nei titoli e nelle tematiche affrontate nelle canzoni e, soprattutto, nella musica proposta. Nel corso della loro carriera i genovesi Abysmal Grief sono stati etichettati con più termini: doom, horror metal, occult music e altri ancora. Non fermatevi però ad una fredda definizione, ma giudicateli per quello che sono, ovvero il miglior gruppo in grado di trasportare in musica le stesse emozioni che potreste provare presenziando ad un funerale, o partecipando ad un corteo funebre, oppure passeggiando solitari in un cimitero in una grigia giornata piovosa.La title track e la conclusiva “Mysterium umbrarum” sono due capolavori doom, due salmi mortuari elaborati in musica grondanti atmosfere mortifere e capaci di infinite lugubri sensazioni. Splendido il lavoro chitarristico di Regen Graves, ma altrettanto fondamentale risulta l’apporto del cantante Labes C. Necrothytus, abile con le sue tastiere a donare un tocco orrorifico ad ogni composizione. La spettrale “The shroud” sposta di un pelo il raggio d’azione, abbracciando sonorità tipicamente dark e presentandosi come una disperata nenia. A concludere, una riuscita cover di “Occultism”, brano partorito originariamente dal padre dal dark/doom sound italiano, Paul Chain, e reinterpretato magistralmente dai nostri.. Al momento non esiste un solo gruppo capace di trasmettere la morte in musica come lo fanno questi genovesi.

Marco Cavallini

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