ACID MOTHERS TEMPLE AND THE COSMIC INFERNO – Starless and Bible Black Sabbath

Kawabata Makoto è un guru della moderna psichedelia. Naviga i tumultuosi mari dell’acid rock con la disinvoltura che si addice ai grandi. Almeno un paio di dischi l’anno, progetti e collaborazioni varie, nessun calo di qualità. Tra le innumerevoli novità discografiche uscite tra il 2006 e il 2007 ci preme sottolineare il passaggio degli Acid Mothers Temple dalla visionarietà dei Melting Paraiso U.F.O. alla nuova incarnazione dei Cosmic Inferno. Dopo lo stile orientale di “Mantra of love” e il rock selvaggio di “Electric Heavyland”, è infatti la volta di “Starless and Bible Black Sabbath”. Il riferimento non è casuale, titolo e copertina parlano chiari.Solo due tracce, la prima di oltre 20 minuti, la seconda di 10. Ci sono i Black Sabbath e i King Crismon (ovvio…), c’è il rock lisergico e travolgente, c’è soprattutto lo spirito libertario della jam, di chi suona per gusto, senso di devozione al proprio istinto musicale e ai propri spiriti interiori. Kawabata è una furia alla chitarra, lo accompagnano Tabata Mitsuru (basso e voce), Higashi Hiroshi (synth), Shimura Koji (batteria) e Okano Futoshi (batteria). L’ensemble è affiatato e furibondo, nella title track picchia davvero duro. Poggiando su un riff oscuro degno del miglior Tony Iommi, “Starless and Bible Black Sabbath” viaggia per assolo dinamici e dissonanti, ritmiche instancabili, vocals minacciose ed evocative, synth astrali, un vortice di perdizione e smarrimento che racchiude il senso stesso del rock psichedelico. “Woman from a Hell” è altrettanto allucinata ma preferisce pigiare il piede sull’acceleratore, suonando come i Motorhead che recuperano la tradizione Hawkwind in un trip spaziale di dimensioni interplanetarie.
Venite e adorate Kawabata Makoto. Nel nome dei Black Sabbath, dei King Crimson e della psichedelia.

Alessandro Zoppo