AGUAS TONICAS – Aguas Tonicas

La scuola heavy psych argentina cresce qualitativamente e quantitativamente giorno dopo giorno e questi esordienti Aguas Tonicas non fanno eccezione. Il loro disco d’esordio ci propone 10 tracce di ribollente stoner rock psichedelico, figlio diretto dei padri Kyuss e degli adepti Los Natas. Maru (chitarra e voce), Jorge (chitarra), Gato (basso) e Santo (batteria) hanno doti che potranno farli arrivare lontano. Piace soprattutto l’attitudine dei quattro, non certo dei geni capaci di innovare questo genere ma sinceri, generosi, carichi di energia e soprattutto di passione.“Aguas Tonicas” non inventa nulla di nuovo, tuttavia suona fresco, frizzante e dilatato al tempo stesso. Si può dividere il disco in due parti ideali. I primi 5 brani si assestano infatti su uno stoner roccioso e diretto, caratterizzato da un sound ‘ciccione’ ed impenetrabile e dal morbido cantato in lingua spagnola. “Skyrider” è la sola ebbrezza psichedelica, le successive “Gran cañón”, “El expresso”, “Hot house” e “Jack London” ricordano i Natas del periodo “Delmar”/“Ciudad de Brahman”. A partire dalla solare e lisergica “Arenas blancas” l’album cambia: prevalgono lunghe cavalcate psichedeliche (“Hiperkinetia”, “Rex Lujo”), si respira un’aria rarefatta che ammalia e stordisce (“Aullido”), il solo riff cattivo di “Titan” ridona vigore e profonda elettricità. Come se la lezione dei due volumi “Toba trance” – sempre dei Los Natas stiamo parlando – fosse assorbita dalla band e filtrata con la classica tradizione dell’acid rock e dalle atmosfere che i magici paesaggi di Santa Fe comunicano. Insomma, quanto di meglio il rock psichedelico possa offrire ieri come oggi. Gli Aguas Tonicas se ne fanno prodi alfieri.

Alessandro Zoppo

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