AIR FORMATION – Daylight storms

Quando ascolti un disco e ti accorgi che ogni canzone seguente è più bella di quella precedente che ti sembrava già bellissima, significa che stai ascoltando un disco che ha fatto centro e lascerà un segno. A fine anno, quando si stilano le classiche playlist (che tutti consideriamo obsolete, ma poi tutti ci divertiamo a fare), alla voce “album shoegaze dell’anno” sarà impossibile non mettere questo disco.Gli americani Air Formation rappresentano quanto di meglio abbia oggi il genere da offrire, creando immensi vortici sonori di inaudito impatto emotivo. “Daylight storms” è il terzo disco del gruppo, che da sempre predilige il lato hard dello shoegaze, sciorinando quindi a catena riff elettrici che si prolungano all’infinito, producendo l’effetto di estraniare l’ascoltatore dalla realtà esterna, facendolo invece cadere in un limbo dove le melodie accarezzano i sensi. Dieci brani uno più efficace dell’altro, dieci songs che sono come dieci quadri nostalgici che vanno a formare insieme una galleria d’arte sonora, dove echi di Slowdive, Ride, Pale Saints, Swervedriver e My Bloody Valentine risuonano nelle stanze, avvolgendo in una densa spirale di infinite emozioni.
Siamo davanti ai più degni eredi di un’epoca musicale che è sempre vissuta nell’ombra ma che, fortunatamente, non ne vuole sapere di estinguersi. Ringraziamo il cielo e guardiamo tutti a testa in giù.

Marco Cavallini