Alice Tambourine Lover – Down Below

Immergersi nel mondo degli Alice Tambourine Lover è come entrare in un universo fatato. Tutto è meraviglioso e ben fatto, un mondo antico che risplende nella modernità in forma classica.

Li avevamo scoperti con il buon esordio Naked Songs del 2012, successivo allo split della band nella quale Alice Albertazzi e Gianfranco Romanelli hanno perfezionato il loro stile musicale, gli Alix, formazione heavy psych da Bologna. Il titolo di quell’album alludeva a qualcosa di più intimo e raffinato, delle naked songs appunto dalla struttura delicata.

Al quarto album il duo, nella vita e nell’arte, ha perfezionato il songwriting ed ha pubblicato il proprio capolavoro, Down Below. La titletrack rivendica ed ottiene l’eredità di PJ Harvey del periodo To Bring You My Love, dove la voce di Alice si alza, si alza, si alza e vola in alto. Un brano che fa il paio con Blow Away, canzone che dosa dolcezza e classe in uguale misura. Non è da meno il lavoro delle chitarre di Gianfranco: su un arrangiamento ritmico elegante spuntano come fiori effetti di dobro e resonator dosati con classe.

Sembra di rivivere la magia che legò trent’anni fa la sopracitata PJ con John Parish, facendole sfornare i capolavori che conosciamo. Ovviamente non tutto è figlio della carismatica compositrice del Dorset.

Emergono spunti che prendono tanto della scrittura di Mark Lanegan (Dance Away e Train) quanto dai profumi desert rock del Rancho de la Luna (Follow) e dal grunge unplugged di metà anni Novanta (Rubber Land). Ma il gioco dei rimandi è solo un tracciare dei contorni sfumati di una mappa che limita un paesaggio ricco di bellezza e da esplorare con la mente libera.

La Go Down Records che pubblica i lavori del duo da quasi dieci anni ha a cuore la sorte bella buona musica e noi con loro.

Eugenio Di Giacomantonio