ASTEROID /BLOWBACK – Split Cd

L’agguerrita indie label Fuzzorama Records torna a farsi sotto dopo una serie di uscite interessanti (ricordiamo soprattutto lo split tra Firestone e Truckfighters e il disco di debutto di questi ultimi). Ed è proprio con un disco diviso tra due delle migliori realtà del panorama stoner svedese che l’etichetta si ripresenta. Asteroid e Blowback sono infatti gruppi promettenti e onesti, che fanno della psichedelia heavy il loro credo.I primi sei pezzi del cd sono affidati agli Asteroid, trio di Orebro che avevamo già apprezzato in occasione di un promo uscito nel 2004 e di un ep auto prodotto nel 2005. Robin (chitarre, voce), Johannes (basso, voce) e Martin (batteria) ci propongono un pugno di canzoni toste e ben eseguite, classico stoner rock cazzuto e roccioso, ispirato dai padrini del genere (leggi Kyuss) ma anche ricco di sfumature, che vanno dalla psichedelia classica all’hard rock dei ’70. Brani come “Supernova” e “Walk alone” pagano dazio al classico sound kyussiano, così come “Anagram”, composizione ‘flippata’ in pieno stile Queens Of The Stone Age. Dove la personalità emerge è invece nell’eclettismo di “Hexagon” (melodie malate su un tappeto duro come granito), nel sound catchy di “Sim-sala-bim” e nella voglia di jammare in totale libertà che pervade “The big trip beyond”. Davvero ottimi gli Asteroid, li attendiamo con impazienza al varco del primo full lenght.
Altrettanto validi sono i Blowback, che nel 2005 si sono segnalati come una delle migliori realtà hard stoner grazie ad una demo dalla qualità davvero elevata. Se era il loro gusto tipicamente seventies a farceli piacere, i pareri allora espressi trovano piena conferma nei sei brani qui presenti. Seb (chitarra), Crille (basso), Henke (batteria) e Steffe (voce) hanno dalla loro un songwriting ispirato e imbevuto di dense sonorità hard psycho blues, senza risultare per questo stantii. Echi di Led Zeppelin, Mountain e Black Sabbath pervadono le loro composizioni, bolidi come “Holy skies” o passaggi dilatati quali “Cosmic dust” e “The arquitect”, esempi perfetti di contemporanea hard psichedelia. Il pieno stoner sound emerge invece in “Autumn leaf” e “Fairys dance”, concentrati di Kyuss e Orange Goblin suonati come la bibbia heavy psych comanda. Insomma, i Blowback si pongono alla perfezione tra lo stoner ‘eterogeneo’ di Generous Maria e Stonewall Noise Orchestra e l’hard intenso di Abramis Brama e Svarte Pan. Praticamente quanto di meglio la Svezia possa offrire in questo campo.
Alziamo i calici e brindiamo. Ovviamente in the name of fuzz!!

Alessandro Zoppo