AWESOME MACHINE, THE / DUSTER 69 – Split CD

La Fluid Groove è una nuova etichetta australiana che si pone come obiettivo la diffusione del verbo stoner rock anche in questa parte di mondo. La prima uscita di questa label assume così una valenza speciale e allora quale migliore occasione per celebrarla se non uno split che vede la presenza di due tra le migliori band in campo heavy psych?Ecco dunque spiegato il motivo di questo dischetto diviso tra gli svedesoni The Awesome Machine e i tedeschi Duster 69, due formazioni che stanno cercando di portare nuova linfa vitale ad un genere spesso orfano di creatività, soprattutto a partire dal periodo post Kyuss…

La prima parte del cd (intitolata “Presence of a cyclops mind”) è affidata alle sapienti mani degli Awesome Machine ed è composta da tre brani che non fanno altro che confermare la classe dei quattro. Dopo i due album usciti per la People Like You (“It’s ugly or nothing” del 2000 e “Under the influence” del 2002) questi tre pezzi rappresentano la naturale evoluzione di una band dalle caratteristiche disparate: nell’iniziale “Bleeder” si apprezzano infatti alcuni ricami di slide guitar molto settantiani che si accostano alle solite bordate stoner tirate e melodiche, mentre nella successiva “Drowning in you” sono la voce di Lasse e la chitarre ricche di fuzz ad impressionare in quanto ad espressività e groove. Tuttavia il vero capolavoro della band svedese è la strumentale “The crailsheim experience”: si tratta di una fusione perfetta tra ritmiche tipicamente anni ’70, al limite del rock blues, infiltrazioni spaziali degne dei migliori Monster Magnet, fraseggi tribali e divagazioni psichedeliche…in poche parole un must assoluto!

La seconda parte dello split (“My sisters demon”) è invece occupata dai Duster 69, valida band con all’attivo due album per la Daredevil Records (“Interstellar burst” del 1999 e “II” del 2001). Le quattro tracce proposte segnano una svolta rispetto al materiale precedente in quanto evidenziano una maggiore propensione del quintetto all’evoluzione e alla voglia di provare qualcosa di realmente nuovo. Questo desiderio si mette in mostra in un sound che alle classiche coordinate stoner tipicamente kyussiane aggiunge un’irruenza punk e un taglio decisamente catchy nelle melodie. Evidente a tal proposito è l’iniziale “Calling”, song che rimane subito appiccicata nella mente per merito del suo refrain accattivante e di un azzeccato stacco centrale. La successiva “Schoolbus” è un esempio di punk adrenalinico carico di fuzz pachidermici, mentre “Laugh is suffocated” rappresenta il vero gioiello dei Duster 69: in questo caso le vocals di Lucki sono ruvide e al tempo stesso melodiche, le chitarre di Flo e Jocken grondano riff su riff e la sezione ritmica (Peter alla batteria e Matthias al basso) avanza in modo ora pacato ora ossessivo, tra break e controbreak allucinanti. In aggiunta all’edizione australiana è poi presente anche un’altra traccia, “Pride”, brano che conferma l’ottima vena compositiva dei tedeschi fondendo melodia e aggressività in un prezioso concentrato di heavy fuzzed rock’n’roll.

Dunque un gran inizio quello della Fluid Groove, a questo punto aspettiamo solo di conoscere quali saranno le sue future mosse, se tutte le uscite saranno di questo livello qualitativo c’è ben da sperare…

Alessandro Zoppo

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