AWESOME MACHINE, THE – Soul of a thousand years

The Soul Of A Thousand Years riporta sulle scene una delle più longeve ed importanti band della scena stoner rock scandinava. Con il nuovo album gli svedesi puntano decisamente in alto, continuando il percorso intrapreso con il precedente Under the Influence e muovendo un ulteriore passo al di fuori dello stoner in direzione di un hard rock/metal raffinato, come recita esplicitamente la bio allegata al promo in mio possesso. Personalmente ho trovato anche molte atmosfere più cupe rispetto ai precedenti lavori, influenzate forse da quella frangia del metal che predilige visioni più gotiche e dark; la caratteristica carica rock e il suono delle chitarre rimangono però il trade-mark inconfondibile della band, assieme alla voce di Lasse che album dopo album è cresciuta e migliorata, raggiungendo in questo capitolo una piena maturità riuscendo a gestire con padronanza e personalità tutte le tracce in cui viene chiamata in causa. Notevole anche la produzione, che si assesta su ottimi livelli.
Alcuni pezzi abbastanza tirati (Eating Me Slowly e soprattutto la vertiginosa My Friend) e molti mid-tempo vanno a formare il lavoro in questione, assieme ad alcuni intermezzi strumentali e ad una oscura ballata perlopiù acustica intitolata Scars, un piccolo inquietante gioiello nella collezione degli Awesome Machine. Nell’album è stato incluso anche il pezzo Black Hearted Son, già proposto lo scorso anno su un limitato 7 pollici (già recensito su Perkele.it), nonché un pezzo dark/doom molto oscuro (forse il più oscuro mai proposto dal gruppo), dal sintomatico titolo Deadly Caress. Molto bella anche la title track, molto suggestiva e lievemente psichedelica nel suo incedere lento e vagamente epico, posta in conclusione del succulento programma offertoci dagli Awesome Machine: un album dal notevole potenziale… chi fermerà la corsa di questa macchina spaventosa?!

Bokal

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