AYTOBACH KREISOR – Aytobach kreisor

Kenny Sehgal, oltre ad essere la mente della Rubric Records, label che si è fatta notare ultimamente per aver dato alle stampa dischi eccellenti come “New River Head” di Bevis Frond, è anche chitarrista e cantante degli Aytobach Kreisor, stoner band proveniente da New York, sulle scene sin dal 1998 ma giunta solo lo scorso anno al disco d’esordio.
La fama di gruppo tosto e coriaceo che i tre (oltre a Sehgal Antony Zito al basso e alla voce e Jeremy O’Brien alla batteria) si sono fatti girando per i locali della “grande mela” e di tutti gli States trova conferma in questo dischetto di nove pezzi per cinquanta minuti di sano e passionale stoner rock. C’è tuttavia da dire che se la spontaneità ed il groove degli Aytobach Kreisor convincono in pieno, le reali capacità in fase di songwriting non emergono come ci si aspetterebbe: troppi sono i passaggi a vuoto, le melodie stentano a decollare e i brani sono spesso privi di quel guizzo che potrebbe renderli memorabili.

Non si tratta certo di una stroncatura, anzi, i ragazzi ci sanno fare: il loro rock si mantiene in bilico tra l’heavy psych odierno e le radici del sound hard&heavy dei primi ’70, ma ciò che manca è la compattezza delle composizioni e un pizzico in più di originalità, doti fondamentali nel mercato discografico odierno. Forse l’ansia da debutto dopo un’attesa durata quattro anni hanno giocato un brutto scherzo…

Come detto però non tutto è da buttare: “Me, myself and you” ha un tiro niente male, condito com’è di chitarre graffianti e ricche di wah-wah; “Easy” è un lungo tributo “sabbathiano” impreziosito da ritmiche tipicamente seventies; “Dizbuster” è una fuga strumentale di matrice Blue Cheer dal groove forsennato; “Phthalo” ha uno stupendo inizio notturno che poi si scioglie in una matassa psichedelica fumosa e avvolgente.

E’ un vero peccato perché in potenza questo disco poteva dare certamente altri risultati. Ma la vita è lunga e gli Aytobach Kreisor non sono tipi che si abbattono al primo colpo. Li aspettiamo al varco per un capitolo più maturo e convincente.

Alessandro Zoppo

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