BALLO DELLE CASTAGNE – Surpassing All Other Kings

Terzo appuntamento per il Ballo delle Castagne, a chiudere il sipario sulla trilogia aperta nel 2009 con “108” e proseguita con “Kalachakra”. Nome alquanto esoterico Ballo delle Castagne. Secondo la leggenda Alessandro VI e Lucrezia organizzarono una sorta di sabba satanico passato alla storia come il ballo delle castagne, appunto. Un’orgia ideata da Cesare Borgia, durante la quale prostitute nude danzavano tra candelabri messi a terra e poi raccoglievano con la bocca, strisciando, castagne sparpagliate sul pavimento – Alessandro VI otttenne un’onirificenza quale Gran Maestro dell’Ordine Supremo del Cristo… La band ruota intorno alle figure del cantante ed autore Viz Aquarian (ex Calle della Morte) e di Marco Garegnani, chitarra, sitar, tastiere, moog e maggor compositore (ex The Green Man). Completano la line up l’ex Malombra, Recondita Stirpe ed Egida Aurea Diego Banchero al basso e Jo Jo dietro le pelli. Al lavoro partecipa l’intera formazione degli Egida Aurea, seppur come amichevoli guest.”Surpassing All Other Kings” è un ambizioso concept che ruota attorno alla figura di Gilgamesh, mitico re dei sumeri le cui vicende vennero successivamente narrate in quello che è considerato il primo poema epico della storia, “Epopea di Gilgamesh”. Musicalmente, la band propone una forma di progressive rock dalle tante sfumature: l’aspetto esoterico lascia spazio ad un’ottica epica pur rimanendo correlata ai dettami canonici di cui il gruppo da sempre si appropria. In questo caso «Gilgamesh si risveglia dopo molti secoli e si alza dalla sua tomba per scoprire ciò che resta del genere umano e di ciò che il destino dell’uomo ha scelto per sé stesso». Viene citato anche un passo del “Necronomicon” di H.P. Lovecraft nel brano “Eoni”: «Non è morto ciò che in eterno può attendere e col passare di strani Eoni anche la morte può morire».
Il sound è un collage tra prog rock 70’s ma anche neo prog 80’s; è dark, gothic e occult; è epic, psych e kraut rock, ma anche fusion con lievi candori funk. L’uso delle due voci, maschile e femminile, rende la musica gotica; la magniloquenza in certi frangenti dà una misura epica e le tastiere fanno da autentico primo attore. Un lato che conferisce un aspetto progressive e sperimentale che rimanda a gloriose formazioni passate, dagli italiani Biglietto per l’Inferno ai Malombra, dagli Abiogenesi ad Antonius Rex, passando per Peter Hammill, la dark wave degli 80, l’hard rock di matrice Deep Purple e Uriah Heep, la psichedelia, giù sino all’occult rock e a visioni cosmiche kraut. Un grande ballo che fa la gioia di chi nella musica cerca momenti colti e vuole fermarsi a pensare…

Antonio Fazio