BITCHCRAFT – Bitchcraft

I Bitchcraft, da non confondere con gli omonimi gruppi di sole donne che suonavano trash metal a Detroit alla metà degli anni ’90 e le contemporanee punk rock di Newcastle, sono attivi a Poznan. A ottobre 2012 hanno reso pubblica la prima demo, “Evil Thing”: 4 brani che lasciano trasparire la loro passione per sonorità à la Black Sabbath (c’è anche una cover di “Sunshine of Your Love” dei Cream), ma che rappresentano solo l’appagamento di un’eventuale curiosità per la genesi del loro primo lavoro. Ri-registrando e producendo a dovere due brani già diffusi (“Not the One” e “Acid Dream”), e includendo due pezzi nuovi (“Mouth of a Cave” e “Stoned One”), nel dicembre del 2013 hanno infatti reso disponibile un EP omonimo. Oltre ai numi Black Sabbath, sin dal campione che dal riff iniziale del primo brano in scaletta si evince come i giovani polacchi siano stati fortemente ispirati dagli Electric Wizard: nulla di nuovo, si direbbe, pensando a quanti si possano citare tra i fanatics dei maestri del Dorset.
Per loro fortuna, la cantante Julka cerca di trovare una propria personalità tra le trame imbastite dai 4 adoratori del mago elettrico (Amisz al basso, Larva alla batteria, Daniel e Baton alle chitarre) e riesce, pur restando nell’alveo del genere, a evitare di scegliere linee vocali uguali a quelle di Jus Oborn: chiunque si esalterebbe a risentirle pari pari nel disco di un altro gruppo che già scimmiotti nella struttura dei brani e nei suoni gli inglesi, ma così è troppo facile e può capitare di ricevere elogi sperticati senza un reale motivo (si veda l’ultimo caso degli statunitensi Windhand).
In conclusione: i 4 brani di questo EP sono un ascolto interessante, lasciando presagire buone potenzialità per il futuro.
L’augurio è che i Bitchcraft continuino su questa strada per arrivare all’esordio su lunga distanza.

Raffaele Amelio

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