BLACK CROWES, THE – Freak’n’roll…into the fog

Questo disco è una dimostrazione (l’ennesima, purtroppo) di come la musica rock stia perdendo inesorabilmente qualità col passare degli anni. Perché se è vero che la masterizzazione sta distruggendo il mercato, le case discografiche devono anche ammettere che i gruppi odierni (salvo rari casi) non valgono quelli di 15/10 anni fa, producendosi in dischi che dopo nemmeno un anno dalla loro pubblicazione finiscono nel dimenticatoio. Dopo oltre 15 anni dal loro debutto i Black Crowes sono invece ancora qui fra noi, dimostrando come sia largo e profondo l’abisso fra loro e le band degli ultimi anni. “Freak’n’roll…” raccoglie in un doppio cd il meglio delle cinque date che la band ha tenuto lo scorso anno al mitico Fillmore di San Francisco. Cinque date, sì, perché i Black Crowes vantano un repertorio di grandi song che i gruppi odierni neanche possono sognare.Un inizio con un trittico come “Halfway to everywhere”, “Sting me” e “No speak no slave” è qualcosa che pochissime altre band sono in grado di permettersi: il gruppo appare in forma strepitosa (una menzione particolare per Chris Robinson e il tastierista Ed Hawrysch), supportato dal grandissimo lavoro alle backing vocals da Lisa Young e Charity White. Il primo disco prosegue poi con, fra le altre, “Jealous again” e “My morning song”, mentre il secondo presenta il gruppo dedito a meravigliose versioni acustico/psichedeliche delle grandi “Cursed diamond”, “Wiser time” e “Non fiction”. Non ci sono altre parole per descrivere il pathos creato da “Seeing things”, una delle più belle ballate rock di tutti i tempi, e nel finale arriva la storica “Remedy” col gruppo intento a creare un vortice rock infinito. Nella speranza di sentire presto un loro nuovo album godiamo di questa celebrazione live da parte della più grande rock blues band degli ultimi 15 anni.

Marco Cavallini

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