BULLFROG – Beggars & Losers

Il turbine psych che inonda l’Italia da parecchi anni non risparmia di certo le sonorità classicamente hard, e all’appello delle uscite più significative non poteva mancare il terzo album degli oramai storici Bullfrog. Il trio di Silvano Zago e Francesco e Michele Dalla Riva ci catapulta con freschezza nell’immortale suono dei primi Whitesnake, Cream e Mountain, oltre a citare in ordine sparso decine di nomi minori che affiorano con prepotenza lungo i 60 bollenti minuti del dischetto.Si può dire che i veronesi siano in larga misura influenzati dagli anni maturi dell’hard, quelli compresi tra il ’72 e il ’76, come dimostrano le varie “Over Again”, “F for Fool”, “Rat Kicking” e l’eccellente hard blues di “Rockin Ball”. L’ascolto si mantiene sempre a livelli alti, passando per le passionali “Detour” e “One for a Zero” (qui non possiamo non tracciare un parallelo con altri grandiosi esponenti della penisola come Electric Swan e Wicked Minds, soprattutto per l’uso durissimo delle tastiere e il focoso approccio al rock duro), la tirata “On Through the Night”, perfettamente calibrata tra furiosi riff e chorus melodici, e la ballata americaneggiante “Every Sunny Day”, che potrebbe essere estrapolata da un album dei Grand Funk o dei tardi Blue Cheer.
Sempre in tema di mid-seventies (Ted Nugent, Skynyrd), le melodie di “Keep Me Smile” e “Easy on My Love” precedono la chiusura più dura, “Poor Man Cry”, dove stavolta è la componente british blues a predominare. Numerosi sono stati gli apprezzamenti per “Beggars & Losers” da parte di appassionati ed estimatori: di sicuro i Bullfrog sono uno dei fiori all’occhiello dell’Andromeda Relix.

Roberto Mattei

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