BULLSEYE-POWERROCK – Attitude?!

L’Olanda sembra essere tornata ai fasti di un tempo, quando gruppi sbalorditivi e selvaggi come 7Zuma7, Beaver e Celestial Season primeggiavano nella scena rock europea. Così, dopo l’affermazione degli stupefacenti Astrosoniq, una nuova promessa giunge dal paese dei tulipani, i Bullseye-Powerrock. Questa volta però non siamo di fronte ad uno stoner più psichedelico o votato al sacro spirito del rock’n’roll, bensì ci troviamo al cospetto di un heavy rock sanguigno e coriaceo, influenzato spesso e volentieri dal metal e che per sonorità e possanza possiamo accostare a Corrosion Of Conformity e Black Label Society.
Ecco dunque prendere il sopravvento i riff “spaccaorecchie” di Danny e Marco (anche ottimo vocalist, dal timbro roco e possente) e le ritmiche tritate e monolitiche di Edwin “Frog” (basso) e Eddy (batteria). Nessuno spazio a dilatazioni lisergiche, ciò che prevale è un sound quadrato e titanico, dove si inseriscono assoli carichi di groove e sapori southern stoner. Le composizioni sono lunghe e tirate (e questo è l’unico difetto, una maggiore brevità le avrebbe rese ancora più ficcanti), con aperture melodiche che rimangono in testa sin dal primo ascolto, come evidente nelle prime due tracce, “Misery instead” e “Craving in sorrow”.

“Rolling thunder” capitalizza quanto detto in precedenza (chitarroni alla Zakk Wylde e belle melodie), aggiungendo al tutto un’attitudine libidinosa in tipico stile Monster Magnet (almeno quelli degli ultimi lavori…), mentre la conclusiva “Ain’t gonna beg” si rifà a certi canoni tipicamente anni ’70 in un misto di hard rock e southern condito da break asfittici e furiose ripartenze.

Si rivelano una piacevole sorpresa i Bullseye-Powerrock: il mondo del rock ha bisogno di gruppi onesti e tosti come loro!

Alessandro Zoppo