CABLE – Never trust a gemini

Quinta uscita ufficiale per i misconosciuti Cable, forse non molto famosi anche nei circoli più underground ma reputati da una ristretta cerchia di fan e addetti ai lavori come uno dei migliori gruppi in ambito sludge. In effetti il nuovo “Never trust a gemini” si presenta come un lavoro compatto e cattivo, giocato su un guitarwork spaventosamente d’impatto e su una voce urlata in perfetto stile hardcore.
Le infuocate trame della sezione ritmica completano l’opera creando un’atmosfera che definire sulfurea e rabbiosa è poco…basta ascoltare l’iniziale “Tennessee” per rendersi conto della bravura della band: riff grassi e dal sapore bluesy, un wall of sound micidiale e le vocals disperate del singer (di cui purtroppo ignoro il nome…), una sorta di inno ai vizi capitali da godersi tutto d’un fiato. Le due parti di “Coming up spades” e altri brani come “Battle of the asses” e “Missoula” evidenziano anche un’ottima perizia tecnica ed un dinamico variare di stili: si passa infatti da chitarroni circolari in stile Helmet a passaggi lenti e sulfurei di scuola doom, senza tralasciare frammenti noisecore e arpeggi tenebrosi.

Ma là dove i Cable colpiscono davvero nel segno è nei pezzi più sudati e oleosi: “Gemini” è sludge sudicio ma dal piglio psycho blues, “Bad luck highway” si tinge di southern e la conclusiva “Counting headstones” viaggia su binari che passano agilmente da fraseggi contorti a riffoni in pieno stoner style.

“Never trust a gemini” dimostra dunque una grande varietà di toni per essere un disco partorito dalla mente malata di tizi dediti allo sludge doom: i fan di Bongzilla e Eyehategod gradiranno e non poco…

Alessandro Zoppo