CAUSA SUI – Causa Sui

Nove mesi di totale isolamento per registrare il compendio perfetto della musica psichedelica, anno di grazia 2006. È quanto fatto dai Causa Sui, mostruosa creatura psicotropa scoperta e lanciata dalla sempre attenta Nasoni Records. Questo disco omonimo è un debutto che calamiterà l’attenzione di tutti gli amanti del suono acido, ispirato tanto al passato quanto al presente. Nel sound dei Causa Sui confluiscono infatti le anime più sfaccettate del rock: da una parte (i magici anni ‘60) la caotica ondata fuzz dei Blue Cheer e l’impatto devastante di Detroit targato The Stooges/MC5; dall’altra si percepiscono suggestioni odierne, quelle space dei primi Monster Magnet e la restaurazione garage dei nuovi dei Comets On Fire.Ma il gruppo ha una forte personalità e lo spirito della pura emulazione non aleggia mai nell’ora di durata del lavoro. Anzi, l’eterogeneità del cd è abbagliante e materializza le visioni oniriche di cui si nutre il rock della mente. Basta ascoltare “Ventura freeway” e “Where the streams end” per rendersene conto: super acid rock, carico e travolgente come pochi, inondato da fuzz, wah-wah, ritmiche impazzite e vocals cosmici. “Leilani” è una pausa dilatata e riflessiva, soave intreccio di sitar, chitarre acustiche e percussioni che preclude all’esplosione fragorosa di “El Paraiso”, 12 minuti di heavy psych da urlo, tagliente nella prima parte, estatico nella seconda, davvero lisergica.
“Tornado eye” è un hard blues con tanto di bollente armonica che allenta il ritmo e prepara al colpo conclusivo. Prima la stupenda “Tijuana blues” (progressione psichedelica che ammalia e scuote fin dentro le viscere), poi altri 12 minuti, quelli di “Workings of the great blue swells”, visionaria matassa magmatica che conclude questo lungo, meraviglioso trip. Il consiglio delle note promozionali di casa Nasoni è quanto mai appropriato: play loud indeed!

Alessandro Zoppo