CHROME HELMET – Full Circle

Strano gruppo questi Chrome Helmet. Vengono dal Michigan, sono in giro dal 2002 e hanno due bassi. Carl Wilson (anche voce) si affianca infatti nelle ritmiche a Ryan C. Skeels (basso) e Tony Butchart (batteria). A fornire riff e vorticosi giri di chitarra ci pensa Tony Raines. “Full Circle” è il secondo disco della band, seguito del debutto omonimo edito nel 2004. Un album abbastanza strano perché difficile da classificare: nel sound dei quattro circola di tutto, dall’hard rock dei ‘70s all’hardcore, dall’horror punk alla psichedelia heavy passando per il metal. Immaginate un pastone di Danzig e Kiss, Black Flag e primi Kyuss (quelli di “Wretch” per intenderci) e avrete un’idea – seppur molto limitante – del suono proposto.Sembrano tante 14 tracce eppure scorrono via che è un piacere. Sarà perché molte sono bordate aguzze (l’hardcore di “Tread” e “Numbers in my Head” o il punk ‘cazzone’ di “Westside”) o perché alcuni riff strizzano l’occhio al metal più veloce e coriaceo (vedi la title track). Fatto sta che i Chrome Helmet sanno il fatto loro: picchiano duro, coinvolgono, variano atmosfera con una facilità sorprendente. Se “Eyes Open” giunge a toccare il groove dello stoner, “The Good Rides” e “Poised to Strike” giocano su cambi di tempo e divagazioni dannatamente lisergiche. Spire oscure che producono un piacevole effetto stordente, come quello del sigillo conclusivo, la sghemba, possente “Final Say”.
Merito anche della produzione, effettuata da Randy Wilson. Da segnalare infine la grafica di Mark Dancey, noto per i suoi lavori con Big Chief e Soundgarden (avete presente la copertina di “Badmotorfinger”?).

Alessandro Zoppo

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