CHUCK NORRIS EXPERIMENT, THE – The Chuck Norris Experiment

Uno dei nomi più belli (o più insensati?) della storia del rock. No, non c’entra nulla Walker Texas Ranger, anzi. Qui siamo nei territori incandescenti dello scan rock, quello più ruspante ed esplosivo. Autori ne sono questi cinque simpaticoni dietro i cui nick (Chuck Rooster, Chuck Lee Riot, Chuck Reynolds, Chuck Baker, Chuck Ransom) si celano membri di Rickshaw, Tiamat e Taurus. E suona abbastanza strano un disco del genere se si pensa ai Tiamat, ma tant’è… sappiamo bene che la cultura musicale svedese porta a fare di tutto.Eccoci dunque dinanzi ad un lavoro di puro ed incontaminato rock’n’roll, quello che non tramonterà mai e che nonostante i revival (posticci o meno che siano) mai passerà di moda. Non aspettatevi novità, l’esperimento Chuck Norris non inventa alcunché, picchia forte e duro lasciando spazi nulli all’innovazione. Ciò che ne viene fuori è una mezz’oretta di sano divertimento, quello buzzurro e pasticcione, colorato però da suoni coinvolgenti e melodie a presa rapida.
Pezzi come “Senorita (Lookout)”, “I’m the law” o “Reason for my bad” hanno un tiro micidiale, vomitano rock’n’roll selvaggio, grezzo e senza tanti fronzoli, che attraversa tutta la storia dell’hard partendo dalla cruda realtà industriale degli Stooges e arrivando al perverso e colorato mondo dei Turbonegro. Nel caso di “Little demon”, “Go heavy (On the honey)” e “Speedfever” i riff rocciosi si accoppiano a vocals lascive: predominano tanta melodia e la giusta attitudine scanzonata che rende l’atmosfera ideale per scendere in strada e lasciarsi andare al delirio alcolico. Insomma, Kiss e AC/DC e ne sarebbero fieri… Ma va sottolineato anche un brano come “Radioshadow”, dove le sonorità si fanno spesse e fumose, andando a toccare i lidi dello stoner e dell’hard rock muscoloso, come se i Kyuss finissero in un’orgia elettrica in compagnia di Bad Wizard e Roadsaw.
Tutto questo sono i Chuck Norris Experiment, un progetto che ci auguriamo duri più a lungo di un solo disco. In tempi oscuri come quelli di oggi gruppi del genere sono sempre i benvenuti!

Alessandro Zoppo