CLOUDS TASTE SATANIC – To Sleep Beyond the Earth

Sembrano a disagio i Cloud Taste Satanic con il minutaggio solito dei supporti. Che siano vinili o CD il tempo a disposizione risulta sempre limitato perché loro, se potessero, suonerebbero lo stesso riff per ore, giorni, mesi o addirittura anni. I quattro tempi che compongono il loro debutto intitolato “To Sleep Beyond the Earth” (titolo che porta in dote due nomi di band a cui si deve molto) sono un monolite alla stessa maniera di “Jerusalem” degli Sleep. Anche se il riferimento risulta inarrivabile (soprattutto in termini legati al contesto storico e alla capacità di pensare un prodotto del genere nel 1999), i nostri non sono affatto dei plagiatori. Hanno assimilato e digerito la lezione ventennale dello stregone del Dorset e alla stessa maniera sono riusciti ad amalgamare la staticità drone/doom con i colori acidi di una psichedelia deviata. Ma non è tutto o, meglio, non è solo ed esclusivamente questo.
La chiave strumentale delle composizioni targate Cloud Taste Satanic permette alleggerimenti inaspettati. Cosa che accade intorno al decimo minuto e magicamente il crogiolo infernale preparato sfuma nei contorni dolci del continente immaginario nominato Australasia. Ma come si sa, è sempre la quiete a presentarsi prima della tempesta. Ancora non siamo usciti a riveder le stelle che subito una mano demoniaca ci riporta negli abissi. E siamo solo al giro di boa. Quello che rimane risulta ancora più ossessivo ed arcigno. Suonano le campane a morto e le chitarre si fanno diafane, ricordandoci che estremismo doom nei mid-Nineties voleva dire anche Earth, band con un giovane Dylan Carlson distorto ed intossicato. Cosa resterà di questi anni 90? I Cloud Taste Satanic danno una risposta in ambito heavy. Menzione particolare per la copertina che riprende un certo connazionale di nome Giotto di Bondone.

Eugenio Di Giacomantonio

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