CORE OF THE EARTH – Loadstone

I Core Of The Earth hanno una passione sfrenata per i Melvins e “Loadstone”, loro primo disco, lo dimostra in pieno. Undici brani che rimandano molto alle sonorità slabbrate e mefistofeliche di King Buzzo e soci, sia nella costruzione dei brani (alternanza completa di schegge impazzite e lunghi monoliti darkedelici) che nelle singole prestazioni (le ritmiche possenti di basso e batteria, il groove selvaggio delle chitarre, la voce cavernosa di Bailey). Tutto è giocato su questa alternanza e nonostante il rischio della deriva spersonalizzante il trio del Colorado ci delizia con un lavoro riuscito e senza sbavature.Certo, al prossimo colpo vogliamo una maggiore personalità compositiva, ma come primo passo ci accontentiamo. Eccome se ci accontentiamo… Pezzi come “Labrador”, “Above” e “Cadaver dog” (magnifica la sua coda psichedelica) sono classici brani in stile Melvins, in particolare del periodo “Houdini”, “Stoner witch”, “Stag”. Grezzi e diretti, tosti come il granito e dolorosi come un pugno in piena faccia. Altrove (“Grimaldi”, “Chain”, “Swan”) emergono invece matasse fumose ed avvolgenti che virano verso territori doom, tanto da tingersi di nero e andare a toccare gli oscuri materiali creati da Saint Vitus ed Electric Wizard. Uno spettro sonoro da esplorare con più cura in futuro.
Anche perché le capacità ci sono e lo dimostrano alcuni intermezzi quali “Voci dal profondo” e “Ripshine”: psichedelia oscura, trascinante e suadente, che si esprime in forma strumentale e concede qualche pausa per far respirare durante l’assalto continuo che il resto di “Loadstone” rappresenta.
Duri, potenti, determinati: i Core Of The Earth hanno tutte le carte in regola per fare bene. L’importante è non cadere nel rifacimento di se stessi o nella ripetizione pedissequa degli stilemi creati da altri. Le premesse non ci inducono a tale riflessioni, anzi, ci fanno sperare in una nuova, grande band.

Alessandro Zoppo