COSMIC WHEELS – Cosmic Wheels

Tribalismo e chitarre funamboliche: l’esordio dei fratelli Marrone, Paul già dietro le pelli dei fantastici Radio Moscow e Vincent alla sei corde, ci fa rivivere il tremolio avuto al primo ascolto degli Atomic Bitchwax. La genesi di questo debut album dei Cosmic Wheels è davvero strana. I due vanno in studio nel 2007, un anno dopo che Dan Auerbach ha messo le mani sui pezzi dei Radio Moscow e fa uscire l’omonimo primo album sotto la sua produzione, via Alive Records, e in una sola mandata registrano dei demo rimasti in cantina fino al 2015, quando Gabriele della Heavy Psych Sounds Records decide di pubblicarli così come sono.
Dieci pezzi strumentali buttati giù di pancia che, tra citazioni di riff storici (“Untitled 4” e “Untitled 6”) e divertimenti vari dati soprattutto dalla gran voglia di suonare sfornano un sound ricco, fresco e ammaliante come solo i progetti completamente genuini sanno trasferire. Qua e là qualche tocco di keyboards, un paio di brani cantati (“No One Knows Where They’ve Been”, “12 O’Clock Groove Street”) che ci riportano dritti nel triennio 68/70 e il gioco è fatto. Certo manca quell’unità progettuale che solo le band affiatate, che hanno suonato molto insieme non solo in sala prova o in studio, riescono a restituire, ma il risultato lascia al palo molti esordi di tante stoner bands. Non c’è neanche una componente compositiva che si possa chiamare tale. Qui ci sono due fratelli che decidono di divertirsi suonando. Prendere o lasciare. Di sicuro gli amanti del High Volume Retro Rock non dovranno lasciare. E noi con loro.

Eugenio Di Giacomantonio

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