CRASH AND BURN – Sick again

Il movimento di riscoperta del rock’n’roll sembra non avere mai fine ed ecco allora arrivare da Allston, Stati Uniti, un’altra band capace di prendere a calci in culo tutti coloro i quali accusano di sciacallaggio commerciale tale genere. Trattasi dei Crash And Burn, band accasata presso l’agguerrita indie label Traktor 7. Il disco di debutto “Sick again” è un concentrato di pura potenza adrenalinica dinamica e coinvolgente fino al midollo. Il loro rock’n’roll grezzo e selvaggio si riallaccia alla scuola scandinava oggi tanto in voga (in primis Hellacopters e Psychopunch) ma nel sound di questi quattro pazzi risuonano echi presenti e passati: una certa attitudine stradaiola è presa in prestito direttamente dai primi Guns’n’Roses, i riff ruvidi e sanguigni sono mutuati dal rock rabbioso dei Motorhead, mentre le atmosfere alcoliche e tirate giungono direttamente dalla grande tradizione degli Ac/Dc. Tuttavia non mancano dinamici inserti punk, evidenti in alcune ritmiche veloci e folli (opera di Brandan Jones alla batteria e Jeffrey Artiaco al basso) e nella voce sguaiata di Billy Brown, autentico trascinatore del gruppo.
E’ impossibile restare fermi ascoltando brani compatti ed incisivi come la tripletta iniziale “Crazy and stupid”, “Last night” e “Go down” o la trascinante “Check’s in the mail”, autentici razzi che esplodono all’impazzata e colpiscono subito nel segno. “Graveyard shift” e “Gettin’ all bad lievtenant” evidenziano invece una decisa impostazione punk debitrice nei confronti di Black Flag e Social Distorsion, dove la chitarra di Phil Goldenberg si lancia in riff assassini e affilati come lame. Certo, l’immediatezza è la carta vincente dei Crash And Burn, ma non si tratta di un assalto senza capo né coda: alcuni momenti rivelano eccellenti quanto insospettate capacità in fase di songwriting. Lo dimostrano pezzi come “Sick again”, assai più modulato rispetto alle corrispettive schegge rock’n’roll, “Uglier every day”, caratterizzato da una melodia azzeccata in pieno, e soprattutto “Come on down”, favoloso tassello dove rock, soul e r’n’b si mischiano alla perfezione attraverso inserti di armonica e piano elettrico.

Un disco onesto e spontaneo questo “Sick again”, capace di coinvolgere e scatenare dal primo all’ultimo secondo. Ascolto obbligato per chi è in cerca di una mezz’oretta di sex, drugs and rock’n’roll.

Alessandro Zoppo

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