CREEPJOINT – Kill the head

Un misto di psichedelia, elettronica e atmosfere rarefatte è quanto ci viene proposto dagli stravaganti Creepjoint. In realtà non si tratta di una band alle prime armi ma del progetto messo in piedi da Tim Harrington, ex membro di Masters Of Reality, The Bogeymen e Master Frequency and His Deepness, il quale con la collaborazione di Scott Schimpff (The Frogs), Bobby Budd (Lovelorn) e Andy Walton (Wallmen) ha dato vista a questo interessante dischetto d’esordio composto da nove tracce.
Psichedelia dicevamo, in effetti quanto fatto ascoltare richiama innanzitutto gli stessi Masters Of Reality, ma tenendo in considerazione quanto fatto in passato dai Pink Floyd dell’era Syd Barrett e ai giorni nostri da Flaming Lips e Dead Meadow. Visioni bizzarre e arrangiamenti strampalati quindi, conditi da frequenti inserti elettronici (la malata ma simpatica “Billy Goat” ne è un perfetto esempio) e melodie beatlesiane (l’acustica “Pieces of Tommy”), il tutto giocato sull’onda di un eclettismo a volte eccessivo ma alla fine dei conti ben oltre la sufficienza.

Le chitarre acide di “Kill the head” ricordano le ambientazioni solari e lisergiche dei migliori Dead Meadow, “Whyte hot” potrebbe trovare benissimo posto sul prossimo lavoro dei Queens Of The Stone Age, mentre “Jihad” condisce la sua armonia di rumori psicotropi e folli. Per il resto “Black” stordisce con i suoi ritmi paranoici, “Earthbound sister” unisce alla perfezione riff sabbathiani e partiture mesmeriche, e “Krynoutloud” colpisce nel segno con il suo appeal “piacione” e le sue melodie spensierate.

Un biglietto da visita niente male questo “Kill the head”, viatico consigliato a tutti coloro i quali cercano dalla musica sensazioni forti e soprattutto fuori di testa.

Alessandro Zoppo