CRIMSON DAWN – In Strange Aeons

I Crimson Dawn sono un gruppo lombardo-veneto-romagnolo nato nel 2005 per volere di Dario Beretta, collaudato chitarrista grazie ad una quasi ventennale esperienza coi power metallers Drakkar. Insieme a Emanuele Rastelli, altro chitarrista e polistrumentista proveninente dai Crown of Autumn (dediti a suoni melodic death gothic), e con l’innesto di Marco Stancioiu dietro le pelli, la band licenza una demo autoprodotta di tre tracce che mostra quale direzione prendere. Risultato: un epic doom di buona fattura ma che risente inevitabilmente di una scarna produzione, oltre che di convinzione e coinvolgimento labili da parte dei nostri, i quali abbandonano presto il progetto. Arriviamo al 2008 e Dario decide di riprendere il discorso interrotto. Questa volta lo fa in maniera più decisa, reclutando dapprima Luca Lucchini (batterista di Verona con un passato negli epic doomsters All Soul’s Day), poi Alessandro Reggiani Romagnoli al basso, Emanuele Laghi alle tastiere e Antonio Pecere alla voce (apprezzato cantante del metal italiano in bilico tra power progressive, epic e thrash grazie ad esperienze in band quali Betoken, Deimos, Rapid Fire, Sigma e Komady). Nel 2009 i Crimson Dawn partecipano con due brani alla compilation “Force of Glory” della label coreana Infernal Kaos Production. Con la formazione finalmente assestata ed un rinnovato entusiasmo, la band persegue lo scopo fino a giungere a quello che è l’album d’esordio, “In Strange Aeons”. Titolo che induce verso visioni ancestrali e album che mette in mostra una innegabile qualità tecnica, unita ad una ricercatezza nei suoni oltre che ad una produzione di prim’ordine. Sul piano sonoro ed emotivo, i sei si collocano in quella corrente che oggi appare old fashion perché strizza l’occhio agli 80, in leggera controtendenza considerato l’attuale trend 70’s oriented. Musicalmente il sound dei Crimson Dawn è epic doom con influenze che vanno dai classici del genere quali Candlemass, Solitude Aeturnus, Solstice, Doomsword, Thunderstorm, ad alcune gemme oscure come Cirith Ungol e Warlord.
L’epic doom dei Crimson Dawn risulta ricco di spunti: l’influenza sabbathiana che pure è presente (a chiudere i giochi ecco una cover di “Over and Over”) sembra ricondurre ai Sabbath dell’era Tony Martin. Altra band che ha influenzato il sound dei nostri sono i Rainbow del periodo Ronnie James Dio; altrove affiorano anche echi dei primi Queensryche e dei primissimi Manowar e sprazzi di hard progressive oscuro stile Biglietto per l’Inferno. In sostanza “In Strange Aeons” è un album ben scritto, ben suonato e dai diversi risvolti, indirizzato ai metal fan, ai doomsters più aperti e avvezzi a suoni sfaccettati, poco appetibile ai puristi del doom old school tradizionale poiché è assente l’elemento acid 70’s. Consigliato in particolare agli amanti del genere: quelli che ad esempio hanno apprezzato i maltesi Nomad Son, coi quali Dario Beretta e soci sembrano avere diversi punti di contatto. Insomma, i Crimson Dawn sono un ottimo ensemble: sanno di non avere inventato nulla ma cià che fanno lo fanno con passione, per se stessi e per chi apprezza queste sonorità.

Antonio Fazio

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