CROWBAR – Lifesblood for the downtrodden

Ritorno col botto quello dei Crowbar. “Lifesblood for the downtrodden” è il loro nuovo disco dopo un’attesa che per gli amanti della band americana si stava facendo davvero spasmodica. Stavolta il mentore Kirk Windstein rivoluziona la formazione ma non l’assetto di base del suo progetto: picchiare duro e lento, battere ai fianchi ed imprimere potenza inaudita ai colpi.Lo stratagemma funziona alla perfezione ma questa volta la componente che viene accentuata è quella più malinconica ed oscura. Lo sludge doom del gruppo di New Orleans resta infatti muscolare e possente, anche se sono certe melodie notturne e decadenti a balzare subito all’orecchio. Merito di una accentuata ricerca vocale e del lavoro delle chitarre, affilate sì ma con un gusto spiccato per la circolarità e le armonie. Il risultato (splendido ovviamente) lo si può ascoltare in pezzi come le sentite “Coming down”, “Fall back to zero” e “Dead sun”, piene di rabbiosa e soffocante disperazione. O nella conclusiva, acustica “Life’s blood”, episodio davvero particolare nella discografia dei Crowbar.
Altrove è invece il classico marchio di fabbrica di mr. Windstein a prevalere, ad esempio nella doppietta iniziale formata da “New dawn” e “Slave no more” o nella plumbea “Moon”, brani prodighi di riff ciccioni e grondanti groove da tutte le note. Mentre “Angels wings” e “The violent reaction” sono ciò che resta del sostrato hardcore dal quale la band proviene.
“Lifesblood for the downtrodden” si conferma quindi come un valido disco, un’istantanea dei Crowbar targati 2005 sincera e passionale. Speriamo solo di non dover attendere altre quattro anni per un nuovo lavoro di Kirk, la sua impronta nel panorama musicale odierno è quanto mai necessaria…

Alessandro Zoppo