Cruel Experience – Lives of Ugly Demons

I Cruel Experience sono realmente LOUD. Attenzione: non rumorosi, bensì “Lives of Ugly Demons”! Alla maniera dei Morlocks di “Submerged Alive”, a cui assomigliano per attitudine e sporcizia e non direttamente per il sound.

A proposito, com’è il loro sound? Un mix di punk, garage, fuzz e immondizia varia. Hanno un cantante che praticamente vomita e impreca come un Iggy Pop sballato di acido di batteria. Sono a cavallo di quel ponte affascinante e misterioso che porta dal post punk fine Settanta alla New Wave inizio Ottanta (vedi “Bite the Light”).

Dal vivo la band di Lucca avrà sicuramente un aspetto minaccioso e la loro musica esploderà in maniera più riuscita. Ma anche dall’ascolto del dischetto (dura una trentina di minuti circa) si hanno delle belle soddisfazioni. “Bad Moon” per esempio: una canzone che è talmente affascinante da ricordare un’altra luna, quella morta dei Dead Moon, formazione seminale di Fred Cole, born loser per antonomasia, celebrato solo da un pugno di rockers più fedeli.

Poi, i due colpi in faccia di “Help Me Wizard” e “Seven Years”, alle quali bastano poco meno di tre minuti per prenderci per il culo: la prima con un punk urticante dal piglio quasi noise (potrebbe piacere ad una etichetta come la Goodbye Boozy Records di Gabriele Di Gregorio, specializzata in questo tipo di nefandezze); la seconda con un arpeggio vicino ai CCCP per farci quello che gli pare e diventare una ballata stagnante e romantica.

Ai ragazzi piace divertire e divertirsi. Al rock and roll serve altro?

Cruel Experience

Cruel Experience

Eugenio Di Giacomantonio