Voto:

Go Down Records/Audioglobe
2006 (ITA)

Official site:

www.deadpeach.com

 

TRACKLIST

01. Orange buzz
02. Dewo
03. Silver house
04. Benares
05. Family and lies
06. In the power of the road
07. Stars








 

DEADPEACH
Psychle

In the name of fuzz.
Questa recensione potrebbe finire qui. E invece no, perché i Deadpeach, dopo l’ep “Old fuzz generation”, al primo tiro colpiscono nel segno. Un disco di sette brani prodotto dalla Go Down e denso di sonorità calde, pastose, colonna sonora perfetta di una torrida estate. Ruvido garage rock, psichedelia visionaria, attitudine punk, fuzz a iosa. Questo è “Psycle”, un concentrato di musica ad alto potenziale lisergico, che attraversa 30 anni di musica psichedelica, partendo dai ’60/’70 (Blue Cheer, Jimi Hendrix, The Stooges e MC5 su tutti), attraversando gli ’80 (dai Chrome agli Spaceman 3) per arrivare ai nostri giorni (chi ha detto Mudhoney, The Heads, Dead Meadow e Nebula?).
“Orange buzz” è un inno al fuzz, “Family and lies” fa del garage rock il proprio credo, “Silver house” è una giocata hard psych da fuoriclasse, roba degna dei migliori Dead Meadow, se non superiore… La potenza delle ritmiche (Stefano al basso, Michele alla batteria) sostiene i deliri di Giovanni (chitarra, voce), un vortice di fuzz, riff e wah-wah da levare il respiro. Come accade nel caso di “Dewo” e “Benares”, due matasse dannatamente psichedeliche ma anche oscure, malinconiche, una vena che arricchisce un piatto già ricco. E se “In the power of the road” ci catapulta ubriachi per strada (o in un bordello, fate un po’ voi), la conclusiva “Stars” è l’ideale per prendersi una pausa (magari in spiaggia, di notte, in compagnia della propria bella) e terminare la giornata in relax, prima di riattaccare la spina e accendere il fuzz.

Orange buzz, gimme more fuzz. Orange way, pull me away…



Alessandro Zoppo

 

   
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