DEAF FLOW – The Tesla Complex

Devo ammettere le mie perplessità. Fondamentalmente i Deaf Flow, in 15 mesi di Berlino… non li avevo mai sentiti nominare. Ho dato uno sguardo alla loro pagina Facebook e ho notato che hanno condiviso i palchi cittadini con amici e conoscenti indigeni e non. My fault, presumo. Non averli sentiti manco di striscio nominare in un anno, pur vivendo nella stessa città e frequentando gli stessi posti – intendo.
Ascolto con piacere il loro EP “The Tesla Complex” (che bel titolo, mi viene in mente David Bowie che si traveste da Nikola in “The Prestige”), sebbene non lo trovi particolarmente sconvolgente. I riferimenti ai classici degli anni 2000 sono evidenti: Queens of the Stone Age presenti in maniera massiva tra le righe di tutto il lavoro (tripudio dell’età della pietra manco a dirlo… “Black Mountain” e “Saturn Queen”) e System of a Down, ampiamente citati nel brano di apertura “Gods and Giants”.
Il sound è a tratti un po’ confuso, ma grosso, grasso e d’impatto. Le influenze della band sono molteplici e questa versatilità di gusto rappresenta un punto a loro favore. Facendo un salto indietro nel tempo durante l’ascolto, si arriva ai Pantera e a quel filone Glassjaw perduto (il primo periodo dei secondi) nelle decadi. Ogni tanto spunta anche un assolo, che ci ricorda che siamo tutti in un modo o nell’altro figli dell’heavy metal, anche se non lo vogliamo ammettere.
La promozione i Deaf Flow se la prendono, giocandosela discretamente su un campo al momento abbastanza saturo. E la meritano, ma non troppo di più: spero di riuscire a vederli dal vivo e voglio riporre fiducia in una creatività ancora embrionale. Vedremo.

In fede,
S.H. Palmer

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