DEEP SPACE DESTRUCTORS – II

Oulu, Finlandia settentrionale, crepuscolare terra di ghiaccio e di black, gothic e death metal… Ma non solo. Da lì arrivano infatti i Deep Space Destructors, terzetto che ama definire la propria musica “progressive doomsday spacerock” e che a fine 2012 ha pubblicato il secondo album, intitolato semplicemente “II”. Quattro brani di lunga durata per quasi 40 minuti complessivi che si sviluppano secondo la classica struttura progressive space rock, incentrata su repentini cambi di ritmo e reprise e permeata da granitico stoner doom.Il primo brano, “Beneath the Black Star”, cupo e oscuro come il titolo, è una discesa nello spazio profondo che non offre possibilità di risalita, e le poche pause in pieno stile progressive vengono spazzate via dagli onnipresenti e possenti riff doom che accompagnano l’ascoltare verso l’oblio. “Deserted Planet 2078” inizia invece con un sorprendente ed avvolgente basso funk che conduce dritto a repentini, mutevoli cambi di ritmo tipicamente prog, prima della conclusiva sfuriata heavy space rock. E qui non possono non venire in mente gli argentini Poseidotica.
“Spacy Phantasy”, è forse il brano più riuscito e racchiude in pieno l’essenza di questo “II” e della musica del trio finlandese: space e progressive rock miscelati abilmente con lo stoner doom e l’hard rock che fu, in un continuum circolare non certo originale ma assolutamente mai banale. Davvero un gran pezzo questo! Il disco si chiude con “Sykli”, l’unico brano cantato in finlandese e sicuramente il più melodico e psichedelico, prima dell’ovvia immancabile esplosione stoner a metà pezzo e della conclusiva cavalcata hard rock progressivo che ricorda da vicino i californiani Astra.
“II” è un album da ascoltare ed approfondire: i Deep Space Destructors sono ragazzi da tenere assolutamente d’occhio! Infine, menzione speciale per l’artwork: davvero bello!

Alessandro Mattonai

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