DHARMA – Barriere d’aria

Un nuovo tassello si aggiunge al sempre più florido panorama heavy psych italiano. Il suo nome è Dharma e la provenienza è Ivrea. Animano questa splendida creatura il mentore Davide (voce, chitarra) ed i compagni di viaggio Omar (batteria) e Marco (basso). “Barriere d’aria” è il disco d’esordio ufficiale (giunto dopo due autoproduzioni tra il 2000 e il 2002), un ep di cinque brani che fotografa una band in pieno stato di grazia.Lo stile del power trio viene infatti messo al servizio di uno stoner rock caldo e pastoso, ma impostato sulla chiave ruvida, spigolosa e malinconica del rock alternativo made in Italy. Esempi del genere li abbiamo già avuti da Mesas e Il Pasto Nudo, perfetti interpreti di questa mescolanza che se ben amalgamata risulta ricca di piacevoli suggestioni. I Dharma ne sono altri meritevoli esecutori, anzi, al primo colpo vengono fuori con un dischetto molto professionale, curato nella registrazione, nella compattezza dei suoni, nella veste grafica e soprattutto nella proposta.
Testi in italiano, un sound magmatico, ora diretto ora dilatato, una capacità tecnico esecutiva indiscutibile. Fondamentale quando si è alle prese con un suono ibrido, perché il rischio di non saper bene quale direzione intraprendere è sempre dietro l’angolo. I tre invece sanno ciò che vogliono e lo dimostrano con questa manciata di ottimi brani. “Nulla oltre un bel colore” e “Barriere d’aria” sono i più stoner del lotto: chitarre spesse e voluttuose, ritmiche incessanti, melodie a presa rapida. Fuzz e groove si susseguono a tutto spiano, l’estasi sonora passa per il deserto dei Kyuss (ascoltare il wah-wah della title track per credere) e l’Inghilterra stoner degli Orange Goblin. Cosa volere di meglio…
“Immobile” e “Troppo facile” sono invece animate da un certo sapore alternative, elaborato con suoni heavy psych ma giostrato su soluzioni compositive ricche e cangianti (il piano rhodes nella prima, la melodia pop della seconda). Mentre la coda psichedelica di “Rigamonti Lounge Beach” chiude il lavoro con la giusta dose lisergica, apertura verso nuovi orizzonti che non mancheranno di riservare succose sorprese.

Alessandro Zoppo