EL FESTIVAL DE LOS VIAJES – El Festival de los Viajes

I vecchi western negli occhi e la musica psichedelica nel cuore. Questo il background di El Festival de los Viajes, nuovo, entusiasmante progetto che vede coinvolti alcuni tra gli esponenti più in vista della scena heavy psych argentina, tra i quali Dragonauta, Los Kahunas, Poseidótica, Jesus Martyr e Frentz Moon. Il gruppo nasce in realtà nel 2005 ma trova solo oggi compiuta realizzazione con l’uscita del debut album omonimo su Aquatalan Records. Un collettivo in tutto e per tutto, formato da Federico Wolman (voce, synth), Mathías Harbek (chitarre), Martín Rodríguez (basso, chitarra acustica), Adrián Felcman (batteria, synth), Sabina Schapiro (voce, percussioni), Martín Furia (ingegnere del suono in studio) e Richard Richmoon (ingegnere del suono dal vivo).Il disco parte dall’idea di trasformare i western musicati da Ennio Morricone e il lavoro sperimentale di Joe Meek in una sorta di score lisergico. Il mezzo utilizzato è un acid rock dilatato che prende da Can, Pink Floyd, Soft Machine, ben miscelato con il country folk dei Flying Burrito Brothers. Ciò che viene fuori sono queste otto tracce non certo originali, tuttavia sentite e molto ispirate. Piacciono le atmosfere languide che si respirano durante l’ascolto e la voce profonda di Federico, un nuovo aspetto che si scopre con sorpresa rispetto al tono demoniaco dei suoi Dragonauta. I migliori episodi del disco sono senza dubbio la seconda parte di “El Nagual”, fine e visionaria psichedelia degna dei grandi del passato, e la meravigliosa “Conjuro de los Matados”, brano suggestivo ed emozionante. Tutto il lavoro è comunque su ottimi livelli, dalla partenza di “Illusorio” alla cavalcata di “El Nagual parte I” per arrivare ai sussurri e alla delicatezza acustica della conclusiva “Éxodo”. Sembra proprio di rivivere ciò che Sergio Leone, Tonino Valerii, Sergio Corbucci, Damiano Damiani, Sergio Sollima (giusto per citare i più noti) hanno combinato con il mito della Frontiera tra gli anni ’60 e i primi ’70.

Hoy soy tempo y el gran mago cósmico llora conmigo…

Alessandro Zoppo