EVOKEN – Antithesis of light

Credevamo che gli Evoken si fossero sciolti qualche anno fa; il loro ultimo album “Quietus” risale infatti al 2000 e da allora ben poche notizie erano circolate sul gruppo. Sembra che la band americana abbia preso gusto nell’isolarsi e nascondersi per lunghi mesi dal mondo e poi uscire con questo nuovo mostruoso “Antithesis of light”. Un disco che prosegue il discorso cominciato col precedente lavoro ed anzi ne amplifica l’alone mortifero.Due canzoni come “Accursed premonition” e “The mournful refusal” racchiudono la funebre magia dell’epocale debutto dei Cathedral unendola ad echi dei mai troppo lodati Thergothon, facendo rivivere emozioni di infinita tristezza come da tempo non capitava. Tutto il disco è comunque una lenta ed inesorabile marcia verso l’annientamento dell’animo, infierendo con una drammaticità e pesantezza disumane. Questo lavoro non incontrerà probabilmente le lusinghe da parte dei fan del doom epico/melodico e dei fanatici dei suoni seventies; molti giudicheranno gli Evoken eccessivamente lenti, pesanti e monotoni. Noi (e poco ci importa se siamo gli unici) stravediamo invece per gruppi come questo, capaci di annullare ogni residua speranza e gettare nel più profondo sconforto. Chiamatelo funereal, depressive, apocalytptic o come diavolo volete; gli Evoken scrivono la colonna sonora per chi ama crogiolarsi nella più totale apatia e non ha nulla da chiedere alla vita.
Nel suo genere, un capolavoro.

Marco Cavallini