EXIT OZ – Împãmântenit

Negli ultimi anni il rock più interessante, contaminato e originale si è divincolato dal bipolarismo costituito da Inghilterra da un lato e dagli Stati Uniti dall’altro. Qualcosa è nato alle periferie dell’impero, in clandestinità, nelle piccole località provinciali di altrettanto piccoli e provinciali territori di confine. Il Ko de Mondo teorizzato dal nostro Giovanni Lindo Ferretti oltre vent’anni fa ha dato prova della sua esistenza e della sua importanza. Ed esce allo scoperto in tutte le sue forme attraenti. Dalla Romania, da Timis, provengo gli Exit Oz che con “Împãmântenit” ci danno la gioia di emozionarci ancora una volta per quell’espressione artistica chiamata musica. Che qui scorre libera. Senza impedimenti. Senza recinti. Senza reti per catturarla. Pura espressione dell’emozione umana.
Un breve elenco dei suoni che ascoltiamo in “Împãmântenit”: tenor sax, organi da chiesa, voci salmodianti che neanche in un disco degli Orthodox potremmo immaginare, chitarre kraut ficcanti, strani rumori di riti religiosi. E il tutto sembra ruotare intorno al folklore della Romania. C’è qualcosa che ricorda la cultura arcaica nelle sue tradizioni e nelle sue feste paesane. Immaginiamo dei Goat mollare quelle cagate esoteriche su cui fondano la loro immagine e perseguire una ricerca della propria identità e delle proprie tradizioni musicali. Exit Oz do it better. Ecco le tracce di alcuni artisti che si incontrano ascoltando questo fantastico album: Can, sunn 0))), John Coltrane, Hawkwind, Faust, Guru Guru, Miles Davis, Franco Battiato, Earth, OM, Ronin. E qualcosa di specificatamente rumeno che Dio solo sa che nome porta…

Eugenio Di Giacomantonio

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