FANGE – Poisse

Dalla ridente cittadina di Rennes arriva il trio francese dei Fange, composto da Baptiste Gautier-Lorenzo alla batteria, Benjamin Moreau alla chitarra ed effettistica e Jean-Baptiste Lévêque alla voce. Debuttano con “Poisse”, un devastante quanto granitico EP dall’abbondante durata di 30 minuti. “Grêle Molle” è un opener di tutto rispetto grondante sangue con riff massicci eseguiti da una chitarra ultra distorta, che tra feedback e droni – assistita da uno screaming tanto lancinante quanto disturbante – aggredisce l’ascoltare e lo lascia senza un attimo di tregua. Neanche il tempo di riprendere il fiato che parte “Cloches Fendues”, con il suo incedere iniziale sinistro e inquietante per poi sfociare in una sfuriata sludge/doom nella migliore scuola Eyehategod. “Ammoniac” parte subito con una sfuriata crust per poi giocare di break e ripresa del riff portante. “Suaire” parte con droni, feedback e campionamenti, accompagnati da una batteria marziale che preludono alla deflagrazione del pezzo. Segue “….”, intermezzo che richiama la Diamanda Galas di “The Litanies of Satan”, una sorta di esorcismo sepolto sotto tonnellate di rumorismo. Chiude “Lucifour” con un riffing assassino che qui si esprime nella sua forma più riuscita e uno screaming tombale a coronare il tutto. Nulla da dire, debutto ineccepibile questo dei Fange. Sulla scia dei già citati Eyehategod, degli Electric Wizard o di entità più borderline come Accept Death, Rabbits o Burmese si inserisce il trio francese sciorinando prepotenza e cattiveria e con un sound possente, compatto e disturbante.

Giuseppe Aversano