FANGS OF THE MOLOSSUS – Fangs of the Molossus

Gruppo toscano diviso tra Firenze, Sesto Fiorentino e Montecatini, i Fangs of the Molossus si formano nel 2011 e trovano stabilità negli ultimi mesi. La formazione è composta da Acid King Khanjia (voce e chitarra), Amp Zilla (chitarra e space fx), Count J. Vendetta (chitarra e space fx), Daemon Nox (basso) e Iako (batteria). Con nomi e monicker così “minacciosi” giungono all’esordio e si propongono tra le rivelazioni italiane in ambito heavy psych space doom. I cinque, provenienti da disparate precedenti esperienze anche lontane tra loro, si amalgano alla perfezione dando vita ad un onirico viaggio sonoro che tocca meandri oscuri, la psiche contorta, la sofferenza interna ed una sorta di esoterismo fantascentifico. Il sound della band tocca da una parte il mistero e l’ignoto, dall’altra manifesta consapevolezza dello strazio e della sofferenza. L’heavy psych doom dei Fangs of the Molossus è avvolgente: un macigno che non ti dà respiro, ti concede attimi riflessivi prima di finirti. Lo stile della band chiede dazio all’ascoltatore, ne pretende il sangue come esplicitamente ricordato nel turbine space doom “I Drink Your Blood”, ti rammenta gli errori (e gli orrori) perpetuati dalle nostre antiche stirpi con la visionaria ed occulta “O Fera Flagella”, fiero omaggio alla scuola obscure rock nostrana. In verità l’album si apre con “Caligula” ed è qui che il già citato esoterismo fantascentifico si enuncia. Le influenze sono diverse: certamente gli Hawkwind così come i Black Sabbath, ed il brano “Cult of the Witch Goddess” ne dà notizia. Ma è possibile rintracciare anche i Loop (ed il loop stesso) nel dna della band, come gli Electric Wizard sembra abbiano in qualche modo influenzato la scrittura dei nostri, che non rifiutano certo di ignorare l’impronta lasciata da Jacula e Antonius Rex specie nel ricamare oscure trame.
Da ricordare l’amichevole partecipazione di Ain Soph Aour e JC Chaos, rispettivamente bassista/cantante e chitarrista della black metal band italiana Necromass nei brani “I Drink Your Blood” e “Dead King Rise”. È possibile che gli Spacemen 3 e gli Sleep così come Paul Chain siano degli altri riferimenti per i nostri… L’esordio dei toscani ribadisce l’ottimo stato di salute raggiunto dall’heavy psych doom italiano: la terra degli antichi etruschi ci consegna un manoscritto dalla lacerante propagazione.

Antonio Fazio

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