FIRESTONE – Stonebeliever

I Firestone sono un gruppo proveniente da Orebro, Svezia, e tornano alla ribalta con un nuovo ep dopo il già eccellente debutto “Mexicon”. In apparenza il loro modo di suonare stoner rock mette leggermente in imbarazzo: la loro formula ricalca in ogni parte il sound di band che ormai hanno fatto la storia del genere, Fu Manchu su tutti. E allora via con fuzz guitars debordanti, accattivanti melodie, ritmiche serrate e groove assatanato.
Tuttavia (e con grossa sorpresa…) ascoltando i quattro brani che compongono il cd questo eccesso di derivazione non si percepisce per niente: i Firestone sono dannatamente coinvolgenti! Le chitarre di Oskar e Anders macinano riff su riff, il basso di Kristina e la batteria di Andreas pompano pura energia e la voce di Mattias si dimostra capace di variare a seconda dell’occasione. Inoltre non c’è solo stoner nel loro suono, ma anche influssi del buon hard rock settantiano, della psichedelia degli anni ’60 e del moderno rock’n’roll di marca scandinava.

Tutto ciò viene dimostrato chiaramente dai primi tre pezzi: “Nigel Mansel”, tributo al grande pilota di formula uno, è una cavalcata stoner che viaggia su frequenze folli e incontrollate, “Stonebeliever” si fa apprezzare grazie ad una melodia azzeccata in pieno e a chitarre debordanti che poi lasciano posto senza soluzione di continuità a “Kaleidoscope eyes”, macigno che si agita violento tra fuzz pachidermici e ritmiche ossessive, fino a trovare quiete in un finale da brivido, caratterizzato da un’atmosfera liquida ed acustica. Il meglio però i Firestone lo lasciano alla fine: “Experience ’79” è una lunga ballata psichedelica che pur non disdegnando inserti pesanti e cadenzati si crogiola tra melodie languide, frequenti accenni jazz e visioni mesmeriche.

Si direbbe dunque che il compitino è stato eseguito senza sbavature. Ma sarebbe di sicuro troppo riduttivo: artwork e produzione sono eccellenti, le capacità compisitive altrettanto, manca solo un pizzico in più di personalità che con il tempo non mancherà certo di giungere. Cosa aspettare allora? Diventiamo tutti dei “stonebeliever”…

Alessandro Zoppo

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